Il Tirreno

Livorno

Scontro auto-scooter: muroe 64enne livornese

Alfredo Faetti
Mariano Marchini
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Mariano Marchini

Livorno: la vittima, Mariano Marchini, era stato trasferito d'urgenza nel reparto di rianimazione dell'ospedale, ma i medici non sono riusciti a salvarlo. L'incidente in via Masi, vicino al suo negozio di cartoleria

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LIVORNO. Era appena uscito dal suo negozio, in sella al suo scooter, uno Swt 400 nero, come ogni giorno. Diretto forse da uno dei tanti clienti che da anni si servono dai Marchini, storica attività legata alla carta: da imballaggio, da dolci, da spedizioni e così via. Invece è riuscito a fare soltanto qualche centinaia di metri, poi il suo destino si è incrociato con quello di un coetaneo a bordo di un’Audi A2. È stato uno scontro violento in cui ha avuto la peggio Mariano Marchini, 64 anni, sbalzato dalla sella del suo scooter sull’asfalto, dove è caduto picchiando con la parte inferiore del volto (quella scoperta dal casco di protezione) riportando un gravissimo trauma cranico: quando l’ambulanza della Misericordia è arrivata sul posto l’uomo era già in arresto cardio respiratorio. È stato trasferito d’urgenza nel reparto rianimazione dell’ospedale ma, nonostante i tentativi dei medici, dopo poco il suo cuore ha smesso di lottare. Sotto choc l’uomo al volante, un 60enne livornese, che sarà indagato per omicidio colposo. La polizia stradale infatti, una volta conclusi rilievi e verifiche, ha trasmesso il fascicolo al pubblico ministero Giuseppe Rizzo.

La scomparsa di Marchini è un colpo al cuore storico di Livorno. Il suo cognome è legato da decenni ad un grande fondo in corso Amedeo, dove suo padre, Vasco, aprì un negozio di cartoleria, imballaggi, bicchieri e quant’altro. Un’attività che ha attraversato intere generazioni cittadini, passata di mano quando il padre ha lasciato cognome e negozio ai figli: Martino e appunto Mariano, che dietro a quel bancone avevano già fatto molta gavetta. Lo stile dei Marchini.

«Mariano era una persona molto cordiale e professionale che amava soddisfare ogni esigenza del cliente» racconta un’amica.

Il grande cambiamento è arrivato solo negli ultimi anni, quando l’attività è stata trasferita proprio in via Masi, dove è avvenuto ieri l’incidente. Un grande magazzino, sempre gestito dai due fratelli, dedicato soprattutto alla vendita all’ingrosso, anche se i clienti storici hanno continuato a servirsi anche al dettaglio.

Mancava un pugno di minuti alle undici quando Marchini è montato in sella al suo scooter, risalendo la via. In quel momento, un suo coetaneo sta percorrendo la stessa strada in senso opposto, pronto ad entrare nel parcheggio delle Poste. Su cosa sia successo nei secondi successivi sta ancora investigando la polizia: l’Audi inizia a girare e in quel momento si scontra con lo scooter. Il 64enne commerciante cade sull’asfalto sbattendo in modo violento la testa, mentre l’automobilista rimane sotto choc, anche all’arrivo degli agenti. La chiamata ai soccorsi arriva dalle altre auto che si trovano nei paraggi, ma ormai nel polso di Marchini non c’è battito. Verrà trasportato d’urgenza in arresto cardiaco e sistemato nella schock-room dell’ospedale di Livorno, ma i dottori non riusciranno a far ripartire il suo cuore e il decesso viene dichiarato poco prima di pranzo. L’uomo al volante non riuscirà a spiccicare una parola sull’incidente per diverse ore, almeno fino a quando non viene convocato in caserma per dare il via all’iter previsto in questi tristi casi.

Intanto, in via Masi, a neanche duecento metri dal magazzino, resta solo il segno del gesso dei rilievi sull’asfalto e una delle clienti storiche che non riesce ancora a credere a cosa è successo. «Il caso ha voluto - racconta - che stamattina sono andata al suo negozio proprio mentre stava uscendo con lo scooter verso il destino che gli era riservato».

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