Gioco
All’Aamps torna la finanza Oggi l’ok ai nuovi vertici
Ieri le Fiamme gialle hanno acquisito nuovi atti anche sulla gestione più recente stamani è prevista la nomina del cda. Lemmetti a Carpano: stipendi non a rischio
LIVORNO. Nuovo blitz della Finanza nella sede di Aamps nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte irregolarità contabili compiute dai dirigenti della società dei rifiuti negli ultimi anni. Ieri mattina i militari nel nucleo tributario si sono presentati nella sede di via dell’Artigianato poco prima delle 10. E sono rimasti negli uffici della società pubblica che gestisce i rifiuti per oltre tre ore. Quando i militari delle Fiamme gialle sono usciti, hanno portato con loro molti documenti. E a quanto risulta sono stati acquisiti anche atti che riguardano la contabilità più recente. Segno che l'indagine della Procura sulla gestione dei conti della società al 100% del Comune, partita analizzando il bilancio 2013, potrebbe arrivare fino all’ultimissimo periodo, dunque anche alle recenti scelte di gestione dei conti e del management (fino anche all’ultimo siluramento del Cda da parte del socio unico-Comune).
Le visite degli investigatori. L'inchiesta coordinata dai pubblici ministeri Massimo Mannucci e Arianna Ciavattini non è però l'unica in Procura che vede al centro Aamps, come si capisce dal moltiplicarsi delle “visite” in via dell’Artigianato. Le altre due riguardano il presunto peculato e falso di Andrea Marzovilla, il super manager voluto dal sindaco Nogarin lo scorso anno, e infine l'indagine partita dopo la denuncia dello stesso Marzovilla rispetto alla presunta cattiva gestione della società tra il 2012 e 2013: al centro della cartellina verde finita in Procura c’erano l'installazione di dispositivi satellitari sui mezzi dell’azienda, la messa in sicurezza della discarica di Vallin dell'Aquila, una consulenza legale da 70.000 euro, la risoluzione del rapporto di lavoro con un ingegnere e il reclutamento di otto persone per la lotta all'evasione Tia.
Oggi la nomina del nuovo cda. Ieri intorno all’azienda si è respirata di nuovo aria di forti tensioni. Mentre la finanza era in via dell’Artigianato, in municipio sindaco e assessore al bilancio erano alle prese con la nomina del nuovo organo amministrativo, in programma per stamani, dopo che due settimane fa è stato silurato anche il cda guidato da Aldo Iacomelli. In Comune l’assemblea dei soci è convocata per le 9 e hanno chiesto di partecipare anche alcuni consiglieri comunali e la presidente del consiglio.
I nomi: nessun livornese. Stando a quanto ribadito anche ieri via Faceboook da Filippo Nogarin, il Comune dovrebbe nominare un cda anziché un amministratore unico, come però preferirebbe l’assessore Gianni Lemmetti. Per giorni sono circolati i nomi del commercialista Giuseppe Paternò, dell’avvocato Andrea Dianda, del commercialista lucchese Matteo Romani, del commercialista versiliese Riccardo della Santina. Ma a quanto risulta alla fine la scelta potrebbe non ricadere (per volontà dell’amministrazione, ma anche per il no dei diretti interessati) su nessuno di queti nomi. Salvo colpi di scena dell’ultimo minuto, nessuno dei membri del nuovo organo amministrativo dovrebbe essere di Livorno. Ieri tra i lavoratori si è sparsa la notizia che più che dalla Versilia, la terra di Lemmetti, i nuovi vertici potrebbero arrivare dalla Liguria. A Genova ha tra l’altro sede lo studio legale (Lanzalone&Partners) al quale l’amministrazione comunale si sta rivolgendo a più riprese, seppur in via informale, per gestire la partita Aamps. In realtà si sta rivolgendo sia allo studio genovese che a quello fiorentino del parlamentare M5S Bonafede.
Sta di fatto che i 5 Stelle chiederanno al nuovo organo amministrativo due cose: firmare subito le assunzioni dei 33 precari (nonostante l’altolà dei revisori) e depositare la prenotazione di concordato preventivo.
«Situazione sotto controllo». Intanto ieri Nogarin si è affidato a Fb per controbattere alle durissime parole pronunciate in commissione dal presidente dei revisori, Francesco Carpano, che sta guidando pro tempore l’azienda. «Aamps è già sulla bara», ha detto Carpano senza mezzi termini, mentre sono già arrivate le prime ingiunzioni dalle aziende dell’indotto. «L'amministrazione comunale – ha scritto Nogarin – ribadisce come la situazione sia sotto controllo: è già stata erogata una parte della prima tranche del contratto di servizio (due milioni) e provvederà successivamente a versare il resto, perché le casse del Comune non fossero costrette ad andare in anticipazione di cassa». «In ogni caso – ha concluso – gli uffici del Comune hanno pianificato assieme all'azienda tutti i pagamenti, fino a fine marzo, erogando di volta in volta, "just in time", quanto necessario. L'arrivo del nuovo cda dopo la prossima assemblea di venerdì 22 consentirà l'avvio di una nuova fase della gestione aziendale».
Lemmetti vs Carpano. Anche lemmetti non manda giù le dichiarazioni di Carpano, che ha lanciato anche un sos stipendi. L'esponente della giunta Nogarin torna sulla questione dei 9,8 milioni di euro destinati a Aamps nel 2016 e dice che le quote del Comune si garantiscono non solo i costi correnti di gestione ma «anche i pagamenti degli stipendi, che quindi non sono a rischio». Per argomentare la propria posizione, tiene a mettere l'accento sulla «tempistica degli atti che si sono succeduti». E scrive: «Il 31 dicembre il presidente Iacomelli invia al Comune (in particolare a me e alla ragioneria comunale) e al collegio sindacale (quindi anche al dottor Carpano) l’aggiornamento della pianificazione finanziaria per il 2016 con la richiesta totale dei 9,8 milioni ancorché scaglionata nel piano di cassa allegato alla richiesta. Il giorno 5 gennaio la ragioneria comunale mi trasmette la scansione delle quote per garantire gli equilibri di cassa. Le quattro tranche di pagamenti all'Aamps vengono così suddivise: 2.2 milioni entro il 10 gennaio (già pagata), 3.3 entro il 31 gennaio, 2.2 entro il primo marzo e 2.1 entro il 31 marzo». «Con queste quote – conclude Lemmetti – garantiamo, oltre ai costi correnti di gestione anche i pagamenti degli stipendi, che quindi non sono a rischio. L’8 gennaio Carpano si reca in ragioneria e prende visione del piano e durante il suo prolungato incontro con il direttore della ragioneria non trova niente da obiettare. Anzi, come leggo sulla stampa, è lui stesso ad augurarsi che venga presto attivato "il cappello protettivo del concordato" per tutelare Aamps...».
I pagamenti bloccati. Ma la situazione dei conti resta delicatissima. A quanto risulta il 4 gennaio l’ex cda di Aamps aveva emesso al Comune una fattura elettronica da 9,8 milioni (necessari per pagare le spese correnti), dopo che il 31 dicembre aveva scritto al sindaco chiedendo che fossero erogati anche i 3,2 milioni stanziati dal consiglio comunale. Nella stessa lettera aveva però fatto presente ance che in assenza di ulteriori 6,7 milioni si sarebbero bloccati i pagamenti alle banche e i pagamenti delle moratorie ai fornitori.
Federico Lazzotti
Juna Goti
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