Il Tirreno

Livorno

Tragedia in via Fagiuoli: una sigaretta spenta male, così la casa è diventata una trappola

di Federico Lazzotti
Antonio Frassinetti
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Antonio Frassinetti

Livorno, il pubblico ministero ha nominato un perito, disposta anche l’autopsia sul ristoratore trovato senza vita in via Fagiuoli

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LIVORNO. Il fumo che lentamente invade prima il salotto, poi riempie il corridoio, la stanza adiacente, fino a insinuarsi nella camera da letto dove stava dormendo Antonio Frassinetti, 37 anni. «La casa, una sessantina di metri quadrati, è diventata una trappola», dice un investigatore cercando di dare il senso di una fine tragica. Sia la squadra mobile che la scientifica e i vigili del fuoco hanno pochi dubbi sul punto dal quale siano partite le fiamme e come si sia sviluppato il rogo.

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C’è però ancora un dubbio che gli inquirenti dovranno chiarire prima di archiviare l'indagine: che cosa ha generato l’incendio che si è mangiato il divano, l’appartamento e la vita di un omone di nemmeno 37 anni. Per sciogliere l’ultimo dubbio che - per ora - avvolge questa tragedia, il pubblico ministero di turno Giuseppe Rizzo ha aperto un’indagine contro ignoti.

Già nella mattinata di mercoledì 20 gennaio, tre ore dopo la scoperta del cadavere nell’appartamento al numero 15 di via Fagiuoli, davanti alla porta del magistrato ha bussato l’ingegner Stefano Rum. È lui il perito scelto dalla Procura compiere tutti gli accertamenti necessari per ricostruire ciò che è successo all’interno dell’appartamento. In un primo momento, gli investigatori hanno pensato, vedendo la stufa a gas nel salotto della casa, che ad innescare l’incendio fosse stato un cortocircuito dell’elettrodomestico. Ma in un secondo momento, dopo un primo sopralluogo da parte di pompieri e scientifica, è emersa una seconda e al momento più solida ipotesi investigativa. Vale a dire che la tragedia possa essere stata innescata da una disattenzione.

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Molto probabilmente il trentasettenne, prima di andare a dormire, ha fumato una sigaretta senza spegnerla completamente. O forse un po’ di cenere è andata in qualche intercapedine del divano. Poi quando Antonio è andato a letto l’incendio ha preso via via forza fino a generare il fumo che lo ha svegliato senza però lasciargli il tempo di arrivare alla porta e mettersi in salvo.

Anche per chiarire le cause della morte, il pubblico ministero ha dato disposizione alla squadra mobile di sequestrare la salma. Giovedì 21 gennaio, sempre in procura, sarà affidato l’incarico per eseguire l’autopsia. Il pm ha scelto il professo Alessandro Bassi Luciani. Al termine degli accertamenti autoptici la salma sarà restituita alla famiglia per i funerali che si svolgeranno sabato 23 gennaio nella cappella della camera mortuaria.

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