La protesta
Cara ragazza col surf, tuffati ancora nel mare
Lettera aperta di un lettore alla ragazzina che, dopo una brutta disavventura in mare, ha detto che venderà il surf: è un invito a non smettere, anzi a far un po' più di attenzione alla sicurezza ma senza rinunciare a rincorrere i sogni
Ecco la lettera che tramite Il Tirreno il lettore Fabio Papini invia alla quattordicenne surfista che nei giorni scorsi è stata salvata in extremis in mare. L'articolo di Federico Lazzotti che raccontava l'episodio si concludeva con l'annuncio della ragazzina di voler smettere il surf e vendere la tavola. La lettera aperta parte proprio da lì.
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Circa due settimane fa, è successo un fatto di cronaca che mi ha fatto molto riflettere. Avrei voluto risponder subito, ma non ho trovato il tempo. Non trovavo in realtà le parole adatte. Il fatto a cui faccio qui riferimento è relativo a quella ragazza livornese che nello spicchio di mare labronico, solitamente solcato dagli acrobati dei patiti di wind-surf, ha avuto l'impudenza di buttarsi con la sua tavoletta.
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Però, non è successa l'ennesima tragedia e la ragazza - dopo un intervento di un anonimo signore, che ha sostenuto al ragazza nei difficili momenti di panico - ha potuto tornare a riva sana e salva. Non sto qui a riprendere attraverso le colonne del giornale una ragazza che potrebbe esser mia figlia. No, alzi la mano chi non è mai stato un po' incosciente. L'incoscienza oggi è appannaggio soprattutto degli adulti, ma fin a non molti anni fa era tipica degli anni giovanili: invece di attendere l'amica la giovane si è buttata da sola, ma - soprattutto - si è buttata da sola in una giornata in cui le condizioni meteo consigliavano di star al calduccio in casa.
Alla fine dell'articolo - ben fatto, asciutto - che riportava il fatto, il redattore ha messo un'ultima notizia. La ragazza protagonista e vittima ha compiuto un gesto all'apparenza di buon senso e nobile. Una volta a casa la giovane - con in mano la sua tavola - ha detto rivolta ai genitori: «Grazie di tutto mamma e babbo, ma io questa la voglio vendere, non la voglio più». No! Cara ragazza, non lo fare. Certamente i tuoi genitori avranno saputo trovare le parole giuste per accompagnarti in questa decisione difficile e sofferta, per te.
E io non voglio sostituirmi a nessuno, tantomeno ai tuoi genitori. Una sola cosa però, bella livornese amante del mare e del wind-surf. La tua tavola non la vendere. E se l'hai già venduta valla a riprendere. La vita è una e non si può stare sotto una campana di vetro.
L'unico modo per non smarrirsi nelle onde - a volte e spesso - impetuose della vita è trovare un nostro modo di cavalcarla l'esistenza. Come? Con l'unica qualifica di noi umani, animali sociali che possediamo il nostro corpo. Ci stanno levando tutto, bella giovane di Livorno. Ma i sogni non ce li possono togliere. E soprattutto non ce li possiamo togliere da soli.
La paura va vinta e sconfitta. Il coraggio uno se lo deve prendere da solo! Hai sbagliato una volta! È andata bene lo stesso. Non sbagliare, piccola grande livornesina, una seconda volta. Potrebbe esser questa la scelta fatale. Quella che porta alla morte, la “morte sociale”. Sei sicura che buttare via la tavola che entra nel vento con i tuoi capelli sciolti e il cuore oltre la méta, sia la scelta giusta. Per favore, ripensaci. Fallo per noi, tutti noi della età press'a poco dei tuoi genitori. Noi i nostri sogni non li abbiamo seguiti, le nostre speranze sembrano chiuse a chiave negli armadi di chissà quale epoca. Tu sei acerba e inesperta: è questo il segreto della vita. Posso rivelartelo en passant qui ala fine: il segreto della vita sei tu, il tuo corpo, i tuoi sogni da seguire costi quello che costi! Alla fine non ci rimane altro!
Buttati di nuovo dentro le onde bella figlia giovane di Livorno! Ce la farai. Livorno attende anche te per risorgere. Attende il coraggio dei suoi giovani, nessuno escluso. I grandi, gli adulti hanno fallito. Voi no. Tu no. Te la devi ancora giocare. Fai un respirone, guarda bene il meteo, chiama la tua amica e i tuoi genitori e poi buttati felice e sicura. Io faccio il tifo per te e per i tuoi capelli dai riflessi color amaranto! Dai. Buttati, Ri-buttati. Reggiti bene. Anzi, da noi si dice 'agguantati' bene alla tavola, ma vai a sfidare ancora e ancora del mare le onde del Tirreno. Gli adulti non ce la fanno. La speranza, la risorsa di Livorno sei tu e la tua tavola nel vento. Grazie.
Fabio Papini
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