Il Tirreno

Livorno

Arrivano altri “no” ma Lemmetti è sicuro: domani la governance

di Giulio Corsi

L’assessore spinge per l’amministratore unico, il sindaco per il cda «I candidati sanno che dovranno fare le assunzioni e il concordato»

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LIVORNO. Gianni Lemmetti è sicuro di una cosa: «Venerdì (domani, ndr) nomineremo il nuovo vertice di Aamps». Lo dice nelle stesse ore in cui nei corridoi del municipio si sussurra di una sfilza di “no grazie”, a partire da quello del commercialista Giuseppe Paternò Del Toscano (di cui abbiamo scritto la scorsa settimana), arrivati all’amministrazione comunale davanti alla proposta di assumere l’incarico che fino a due settimane fa apparteneva a Aldo Iacomelli.

I motivi dei rifiuti sembrano chiari: gli aspiranti presidenti sanno che non appena insediati dovranno depositare il concordato e assumere 33 precari, andando contro il parere dei revisori dei conti? «Certo che lo sanno - risponde Lemmetti -. A tutti abbiamo detto di studiarsi le carte, leggersi i verbali delle ultime assemblee, che sono pubblici, avere ben chiara la situazione che sta vivendo Aamps».

Lemmetti conferma che sono stati incontrati una serie di papabili. «Abbiamo una lista lunga», dice. Si tratta di autocandidature ma anche di professionisti toscani contattati dall’amministrazione.

Ancora non è stato deciso se si andrà avanti con un consiglio di amministrazione - come ha dichiarato il sindaco Nogarin nel comunicato di sabato scorso - oppure si tornerà all’amministratore unico come in epoca Di Gennaro e come auspicato in più occasioni dallo stesso assessore al bilancio. «Non è un mistero che io prediliga l’opzione dell’amministratore unico - dice Lemmetti - anche per dare seguito a quelle che saranno le indicazioni della riforma Madia e snellire la struttura. Ad ogni modo stiamo valutando. E’ chiaro che se scegliamo un cda, poi ci potremmo trovare nella situazione di dover cambiare in corsa quando il decreto diventerà operativo».

Sui nomi vige il massimo riserbo. Ieri tre professionisti erano accreditati con insistenza nei corridoi dell’azienda. Tutti e tre lucchesi. Il primo era Matteo Romani, commercialista e attualmente presidente di Sistema Ambiente, la società dei rifiuti di Lucca, di proprietà al 52% del Comune lucchese ma per il 47% in mano ai privati. Il diretto interessato però ha smentito: «Nessuno mi ha contattato e comunque l’incarico sarebbe incompatibile con quello che ho attualmente in Sistema Ambiente».

Gli altri due nomi erano quelli dell’avvocato Andrea Dianda, con in curriculum esperienze di “gestione di significative procedure concorsuali” e ancora una volta quello del commercialista versiliese Riccardo Della Santina (ma il suo nome è abbinato più al ruolo di commissario giudiziale).

Ma di fatto alla fine palazzo civico potrebbe rivolgersi ad un esperto di rifiuti. O almeno è quello che ha auspicato ieri mattina il presidente dei sindaci Carpano, che ha rilanciato una figura come Iacomelli. «E’ essenziale che ci siano professionisti tecnici che operano nel settore delle procedure concorsuali che interagiscano con professionisti del settore rifiuti. Uno come Iacomelli servirebbe, perché per fare un piano ci sono problemi tecnici da affrontare. Io avrei bisogno di uno che mi spieghi come funziona. Se dovessi scegliere è preferibile un amministratore del curriculum di Iacomelli che possa aiutare a preparare questo piano».

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