Il Tirreno

Livorno

Addio alla professoressa Anna Melani, una vita per i piccoli

di Alfredo Faetti
Anna Melani
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Anna Melani

L'insegnante si è spenta dopo un malore improvviso. La figlia Elisa era scomparsa a 39 anni dopo una colica

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LIVORNO. Tornerà insieme a sua figlia, Elisa, dopo tre anni. Lo strazio dell’ultimo capitolo della sua vita, con quella perdita tremenda e assurda, su cui ancora indaga la magistratura. Ma la famiglia e gli amici di Anna Melani vogliono ricordarla per tutto il bene che ha fatto prima, durante la sua carriera da insegnante, come madre, «affettuosa e premurosa», e come donna, «entusiasta e appassionata». Così la descrivono, come un raggio di sole che ha illuminato la vita di molta gente, soprattutto degli alunni delle scuole elementari, dove ha insegnato lingua italiana e storia.

Anna si è spenta a settant’anni lunedì 18 gennaio, colpita da un malore improvviso su cui i medici non sono riusciti ad avere la meglio. «È stata sempre una donna forte, anche in questo periodo» spiega il compagno Raffaello, riferendosi alla scomparsa della figlia, Elisa Paggini, deceduta dopo che i dottori non riuscirono a capire in tempo da dove provenivano quei forti dolori all’addome, trascurando - secondo l’accusa che segue il processo in cui sono tuttora indagati cinque medici -un danno renale che l’ha condotta alla morte. «È sempre stata forte Anna» continua il compagno.


Benché abbia insegnato per buona parte della sua carriere in una scuola elementare, Melani non era una maestra ma una professoressa. Era questa la sua qualifica. Nata e cresciuta a Livorno, una volta diplomata nel liceo classico cittadino ha deciso di intraprendere la strada che porta all’insegnamento, di saltare al di là della cattedra, nella speranza di poter stare al più a lungo possibile con i ragazzi più piccoli.
Così entra giovanissima di ruolo alle scuole elementari Marradi, con un bagaglio culturale fatto di materie letterarie, che spaziano dall’italiano alla storia, dalla geografia al latino. «Ha sempre lavorato con entusiasmo - spiegano i parenti - con piacere e dedizione. Era felice di stare in mezzo ai ragazzi, di poter condividere parte del loro percorso a stretto contatto».

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Ma la forza di Melani, sotto i cui occhi sono passate intere generazioni di livornesi, non si sprigionava soltanto dietro la cattedra scolastica, ma anche a casa, con i suoi adorati figli, Enrico ed Elisa.
Una madre presente, e affettuosa, assicurano dalla famiglia, che non ha mai trascurato il focolare nonostante gli impegni che la tenevano spesso lontana da casa, almeno fino a qualche anno fa, quando è andata in pensione dando l’ultimo saluto ai suoi adorati alunni.  È servita poi tutta la sua forza nell’ultimo capitolo di questa esistenza solare. Era il 2013 quando sua figlia è stata ricoverata al pronto soccorso di Livorno per dolori all’addome e nausea: sintomi che secondo l’accusa furono sottovalutati dai medici, che non misero in piedi le dovute cure e terapie. L’epilogo arrivò un venerdì mattina, quando Elisa è stata trovata morta nel suo letto d’ospedale.

Da allora inchieste e dolore, che hanno scandito questi tre ultimi anni della sua vita, interrotta improvvisamente lunedì sera, quando la signora era appena entrata in una farmacia per degli acquisti. All’improvviso un malore l’ha fatta accasciare a terra e già dai primi soccorsi si è capito che si trattava di un problema grave. La professoressa è stata quindi trasferita d’urgenza a Pisa, dove i medici hanno provato a salvarla fino all’ultimo momento, ma alla fine il suo cuore ha smesso di lottare. La famiglia ha fissato già i preparativi per il funerale: la cerimonia si terrà mercoledì 20 alle 15.30 alla cappella della Misericordia, dopodiché, Melani verrà cremata secondo le volontà che ha lasciato ai parenti.  Quando anche quest’ultimo passaggio sarà completato, Anna potrà tornare insieme ad Elisa: tra le volontà, infatti, c’è anche quella di essere tumulata insieme alla figlia. Questione di qualche giorno, poi saranno di nuovo insieme. Mentre al figlio, al compagno e a tutti gli altri parenti resterà il ricordo radioso di quella professoressa appassionata ed entusiasta.
 

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