Gioco
«Se i croceristi volano via a Firenze e Pisa è perché Livorno non vuole accoglierli»
LIVORNO. «Mi domando perché Livorno resti fuori dalle escursioni programmate a bordo delle crociere. Me lo chiedo perché non mi risulta che il problema siano gli operatori bensì la città: è Livorno...
LIVORNO. «Mi domando perché Livorno resti fuori dalle escursioni programmate a bordo delle crociere. Me lo chiedo perché non mi risulta che il problema siano gli operatori bensì la città: è Livorno che non vuole offrirsi come meta per una girata a chi arriva in porto a bordo di una nave da crociera. Ed è un autogol per una città che dovrebbe invece inventarle di tutte per costruire opportunità di sviluppo e soprattutto di lavoro». Franco Mainardi, presidente del circolo Arci di Collinaia, non è un operatore turistico ma ha dalla sua l’esperienza con gli occhi di chi dal 2002 ha fatto «tante crociere con Costa». E soprattutto «la passione di chi è innamorato della propria città», aggiunge lui, che è stato consigliere alla circoscrizione 4 per due legislature affiancando poi il presidente Marco Cavicchi e, prima di esser chiamato alla Livorno Sport dall’allora sindaco Cosimi, per un terzo di secolo nel team regionale della federazione nuoto.
Se Mainardi prende la parola è per ricordare che, secondo i dati della Camera di Commercio, gira per le strade di Livorno «solo il 2% dei croceristi che fanno tappa nel nostro porto» mentre il grosso prende il pullman e sparisce verso Firenze, Pisa o Lucca. Il problema – aggiunge – non è far concorrenza alla piazza dei Miracoli o al Cupolone di Brunelleschi ma «avere il coraggio di mettersi in gioco e formulare un’offerta che i turisti a bordo possano prenotare».
Qui lo aiuta la lunga esperienza da crocerista che l’ha portato nel Costa Club: squaderna il modulo presente in ogni crociera con l’indicazione di una sfilza di opportunità in ciascuno scalo e il depliant giornaliero che indica la programmazione delle escursioni. «Lo sa cosa manca a Livorno per figurare in una lista come quella? Manca la volontà e l’intraprendenza».
Il presidente dell’Arci Collinaia ricorda di essersi fatto parte attiva nei riguardi di Costa Crociere per proporre l’inserimento di Livorno nell’elenco delle escursioni. «Non ho trovato porte chiuse lì. Le ho trovate semmai – afferma – quando ho provato a bussare alle istituzioni locali». Il riferimento è al fatto che dalla Porto 200 gli è stato detto che il compito della società è quello di portare le navi a banchina, non quello di organizzare la permanenza dei turisti a Livorno («mi hanno detto che ben venga se qualche operatore lo fa ma che non è un compito loro»). Non è andata meglio – sostiene – quando si è rivolto a funzionari di Palazzo Civico: «Anzi, mi è stato detto che non c’era nessuna intenzione di spingere per affidare la vendita a bordo della nave da crociera, ad esempio, dell’escursione in battello perché si sarebbe fatto il gioco di chi ci lucra sopra. Benissimo, e allora restiamo fuori da tutto».
Tutte queste cose, Mainardi le aveva portate nel Progetto per Livorno, la lista con cui si era candidato alle ultime elezioni ma poi aveva rotto con il leader Toncelli quando quest’ultimo si era schierato per Nogarin al ballottaggio. «Io ho avanzato tante proposte di itinerari: ad esempio, – ricorda Mainardi – partendo dalla Fortezza Vecchia si arriva in pochissimo agli ex Macelli, che hanno 32 stanze, ciascuna delle quali potrebbe essere una vetrina di “livornesità”, lì vicino ci sono i Bottini dell’Olio e poi la Fortezza Nuova e il giro nei Fossi». Ma questo è solo uno dei possibili esempi: «Sono le cose che ho cercato nelle mie escursioni da crocerista, non sta a me confezionare pacchetti perché è un mestiere che lascio a chi lo sa fare. Ma perché non valorizzare la pluralità religiosa della città? Perché non far vedere la funicolare e il santuario di Montenero? Perché non pensare a un tour fra Mercato Centrale e piazze del centro con apertitivo offerto dai commercianti? E una bella cacciuccata? Oppure: occhi puntati sulla costa dal polo scientifico allo Scoglio della Regina fino a Castiglioncello passando da Acquario, Terrazza Mascagni e scogliera del Romito».
Però la domanda è sempre quella, e l’esponente dell’Arci la rimette in ballo: «Livorno, il turismo delle crociere lo vuole o no? Ho il sospetto di no e mi sembra un paradosso incredibile».
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