Il Tirreno

Livorno

Ultimatum del Comune agli ambulanti di via Buontalenti: ristrutturate o andate via

di Francesca Suggi
Ultimatum del Comune agli ambulanti di via Buontalenti: ristrutturate o andate via

L'amministrazione ha avviato con gli operatori del mercato un tavolo tecnico: dalla sicurezza al decoro dell’area, ci sono diverse irregolarità da sanare

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LIVORNO. Ristrutturazione, o morte certa, con tanto di spazio da liberare e restituire alla città. Si trova davanti ad un bivio lo storico mercato di via Buontalenti, con i suoi cento banchi, oggi quanto mai agonizzanti, tra degrado, saracinesche abbassate, qualità da rilanciare e condizioni di sicurezza precarie. Per non parlare dei venditori abusivi che popolano l'area. A lanciare l'ultimatum agli ambulanti è l’assessore al Commercio, Paola Baldari: «Da qui al 2017 con la scadenza delle licenze e l'entrata in vigore della direttiva Bolkestein o siamo riusciti ad avviare un costruttivo percorso per la ristrutturazione del mercato, oppure si restituisce la piazza ai cittadini. Non c'è altra scelta». Intanto si susseguono gli incontri del tavolo tecnico tra amministrazione e direttivo del consorzio Pentagono del Buontalenti. In ballo ci sono due progetti del 2011, finiti probabilmente in qualche cassetto della giunta Cosimi. Ora operatori e Comune pentastellato ci riprovano, insieme.

Il pomeriggio, terra di nessuno. Ad oggi sono un centinaio i banchi di via Buontalenti. La radiografia di quel che è arriva dal presidente: il 30% delle strutture sono in mano a stranieri, tra cinesi, indiani e pakistani. E di quelli presenti sulla carta, diversi non aprono per svariati motivi ed altri hanno chiuso di recente: il risultato finale è che oggi questo mercato rischia di morire. E anche sulla qualità della merce esposta, si auspica un miglioramento generale. Il mercato essenzialmente, al momento, funziona la mattina. Il pomeriggio le saracinesche sono aperte a macchia di leopardo, non più di una ventina: restano aperti quelli sotto i portici, ma all'interno, tra le bancarelle, è terra di nessuno. E quindi buio, situazioni di degrado, capannelli di persone poco raccomandabili.

Il Comune vuole ristrutturare: trope irregolarità. Ristrutturazione necessaria anche per il sindaco Filippo Nogarin. Lui e l’assessore Baldari lo sottolineano in ogni incontro avuto con i vertici del Consorzio. Ma il Comune non ha soldi e lo dice chiaro ai diretti interessati. «In quell'area è necessario un rilancio sia strutturale che di qualità. Le ragioni sono diverse: ci sono irregolarità da sanare per ragioni di sicurezza prima di tutto e poi di decoro. La ristrutturazione dovrà essere a loro spese», fa presente Paola Baldari. Lei, come il primo cittadino, sono a conoscenza della situazione, tra banchi fuori regola e attività chiuse. «Ci preoccupa soprattutto la mancanza di sicurezza dell'area, servono due strade di accesso sia a destra che a sinistra delle bancarelle, condizione oggi assente», specifica. E la direttiva Bolkestein del 2017 è il vero "time limit".

Non tutti gli ambulanti sono d'accordo. Dai faccia a faccia tra amministrazione e consorzio emerge un quadro della situazione di via Buontalenti. Non tutti gli ambulanti sono d'accordo rispetto ad un progetto di ristrutturazione da finanziare a loro spese. A dirlo è ancora Baldari: «Mi risulta che solo la metà degli ambulanti sia propensa a farlo». E chiude: «I banchi che realizzeranno la ristrutturazione diventeranno stanziali, mentre gli altri verranno la mattina e smonteranno la sera».

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