Gioco
Sul futuro di Aamps chiesto l’aiuto dei big
Nogarin: «Pareri di altissimo livello, ma nessuna consulenza a pagamento» Tra i nomi quello di un noto studio legale e del parlamentare grillino Bonafede
LIVORNO. La scelta di andare verso il concordato preventivo in continuità, di revocare l’incarico al cda con un atto che secondo l’ex presidente è «illegittimo», di andare verso la stabilizzazione di 33 dei 39 precari di Aamps. Negli ultimi mesi l’amministrazione a 5 Stelle ha preso o annunciato decisioni su Aamps che sono finite spesso al centro del dibattito, in qualche caso nell’occhio del ciclone. Decisioni forti, che comunque la si pensi, sono destinate a segnare nel bene o nel male il futuro dell’azienda dei rifiuti. Ma il sindaco e gli assessori hanno chiesto pareri legali prima di procedere? A chi?
«Confermo che abbiamo chiesto dei pareri molto importanti, di altissimo livello – ha risposto ieri Filippo Nogarin – ma non c’è stato alcun esborso di denaro pubblico». Insomma pareri, non consulenze. I nomi che circolano da giorni intorno al municipio non passano inosservati: le indiscrezioni parlano di professionisti del noto studio legale Lanzalone&Partners, che ha sedi a Genova e a Milano fino a Miami. E di contatti con l’avvocato Bonafede – Alfonso Bonafede – parlamentare del M5S.
È davvero a questi professionisti o politici che si è rivolta, seppur in modo informale, l’amministrazione? «Non confermo e non smentisco», risponde il sindaco. «Ripeto che sono pareri sviluppati da persone di altissimo livello e che le decisioni che abbiamo preso non sono frutto di impulsi o posizioni aprioristiche, ma supportate da un percorso solido, da un’analisi dettagliata».
«Molti detrattori – chiosa – dicevano che il concordato per Aamps non sarebbe stato accettato, poi guardacaso è arrivata la legge Madia...». «Noi – conclude – stiamo cercando di fare il bene per la città e se c'è da chiedere pareri lo facciamo. Non sarà l’ultima volta».
Già in un’intervista al Tirreno il 17 dicembre, l’assessore Lemmetti aveva dichiarato che lo «screening preliminare per valutare il ricorso al concordato» è stato «eseguito con forze interne al Comune, quindi senza aggravio di spese, e in via informale è stato fatto valutare anche a professionisti esperti del settore».
Dalle opposizioni fioccano però le domande: Raspanti (Bl) ha depositato una richiesta di accesso agli atti per «capire se esistono consulenze esterne rispetto alla revoca del cda, visto che l’avvocatura civica non sapeva niente».
(j.g.)
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