Il Tirreno

Livorno

Le suore calasanziane lasciano Livorno

di Mauro Donateo
Le suore calasanziane lasciano Livorno

Le quattro religiose rimaste sono ultraottantenni e sono state trasferite nella casa di Firenze

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LIVORNO. Sono rientrare nella loro sede principale di Firenze le ultime quattro suore calasanziane di via del Bosco. L’età piuttosto avanzata, qualcuna inferma e il numero ridotto hanno reso necessario il trasferimento. A confidarlo al quotidiano diocesano La Settimana.it è la stessa suor Agnese Lucchesini, 83 anni (la più “giovane”), finora responsabile dell’istituto.

«La congregazione – spiega la religiosa – non poteva più sostenerci data la crisi delle vocazioni e la lievitazione dei costi». Da sempre impegnate nel campo dell’educazione, avevano presso il loro istituto una scuola materna e una elementare. Diversi anche gli orfani e i figli di coppie in difficoltà che sono cresciuti nella struttura di via del Bosco. «Quante nottate ho fatto per i bambini – dice suor Agnese nell’intervista- a volte ero costretta ad accompagnarli a fare le radiografie all’ospedale, ma riuscivo anche a portarli al mare. Comunque quante soddisfazioni mi hanno dato».

Il giornale diocesano riferisce che la famiglia «da tre anni è affidata alla famiglia Sagenti che la gestisce come pensionato per gli anziani». Al suo interno c’è anche una chiesa dove a celebrare la messa domenicale ci pensano i padri cappuccini, e anche questa funzione rimarrà attiva.

«La chiesa – aggiungono dalla diocesi – diverrà il punto di riferimento dell’Ordine del Santo Sepolcro e in accordo con il vescovo sarà fatta la messa i cristiani della Terrasanta». Inoltre, è anche il punto di ritrovo del gruppo dell'Apostolato della preghiera.

La storia delle Calasanziane a Livorno risale al 1889, quando la fondatrice dell’ordine, suor Celestina Donati, inizia la sua attività nella nostra città. Ospitata da un ricco inglese con le sue prime bambine nella villa di via del Bosco, la religiosa riesce a riscattare la struttura una volta deceduto il proprietario. Da qui l’attività delle Calasanziane non si è mai fermata, spendendosi sempre per l’educazione dei bambini, soprattutto per quelli più bisognosi.

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