Toscana
I lavoratori di Aamps protestano davanti al Comune
Livorno, presidio permanente contro la linea dell'amministrazione sull'azienda.
LIVORNO. Dalle 7.30 di lunedì mattina è in corso davanti al municipio un presidio di lavoratori di Aamps, che - annunciano sindacati e Rsu - "andrà avanti ad oltranza fino a quando il sindaco non ci darà risposte sul futuro dell'azienda".
I lavoratori hanno appeso una serie di striscioni sui muri del Comune in cui tra gli altri si legge: "I lavoratori non devono pagare per chi non ha saputo amministrare. Continuità per tutti", con firma delle rappresentanze sindacali unitarie (rsu) di Aamps, e, in un altro, "40 precari stabilizzati, 13 milioni non risparmiati persi".
Un altro striscione gigante, lungo una decina di metri, affisso proprio all'entrata del municipio è indirizzato al sindaco Nogarin: "Non si amministra con le menzogne", vi si legge.
Il presidio è tenuto, a turno, da una ventina di addetti di Aamps liberi dal servizio.
«Saremo in presidio per chiedere alla maggioranza di rivedere la propria posizione», spiegano le Rsu.
«Quanto emerso in questi ultimi giorni a partire dalla revoca del cda di Aamps, ma in modo ancora più evidente in sede di commissione bilancio e nelle convulsa ore di sabato pomeriggio dimostra che il controllo della situazione è ormai fuggita di mano a sindaco, giunta e maggioranza - affermano le Rsu -. Il percorso intrapreso in questi mesi fa emergere in modo sempre più nitido la volontà da parte di questa amministrazione di far pagare ai lavoratori Aamps ed a quelli dell'indotto la cattiva gestione dell’azienda da parte delle precedenti amministrazione. Le rassicurazioni di Nogarin apparse sulla stampa domenica non possono che essere prese come le tante altre già espresse in questi mesi e puntualmente smentite nei fatti, ossia parole in libertà. L'entrata in Ato, la ricapitalizzazione dell'azienda, la stabilizzazione dei precari entro dicembre e la piena fiducia al Cda appena silurato. Chiediamo all'amministrazione di tornare indietro sul concordato preventivo e riaprire un confronto serio e costruttivo con tutte le parti sociali, le forze di opposizione e le ditte dell'indotto».
Un concetto ripetuto anche da Giovanni Golino, segretario della funzione pubblica della Cgil. «Come fanno i lavoratori a fidarsi delle parole di un sindaco che per un anno ha garantito la ricapitalizzazione e un giorno ha cambiato idea? Questo è lo stesso sindaco che aveva deciso di licenziare gli spazzini e tagliar loro gli stipendi. La sua linea era chiara fin dal primo momento, sul contratto degli spazzini se l’è dovuta rimangiare, ma ora ci risiamo. E’ lo stesso sindaco che ha promesso l’assunzione di 39 precari e non l’ha ancora fatta. E’ lo stesso sindaco che ha licenziato il presidente Iacomelli due ore prima che prenotasse il concordato rimproverandogli di non volere il concordato. Probabilmente anche il concordato non è la scelta definitiva di quest’amministrazione. Rimane il fallimento: è lì che vogliono portarci? Se Nogarin pensa che i lavoratori credano al primo comunicato stampa, li tratta da persone poco intelligenti».
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