Il Tirreno

Livorno

Scongiurato in extremis il blocco della raccolta

di Juna Goti
Scongiurato in extremis il blocco della raccolta

Dopo una giornata di stop ai servizi, in serata è arrivato l’accordo con Lonzi e RaRi

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LIVORNO. Alla fine il blocco dei servizi, fino anche a un possibile e clamoroso spegnimento dell’inceneritore, è stato scongiurato in extremis. Alle 20.18 di ieri, dopo una giornata di stop alle prime attività legate alla raccolta differenziata e al funzionamento dell’impianto, il sindaco ha annunciato che «abbiamo trovato l’accordo». L’accordo è tra il Comune, l’Aamps e le due aziende – Lonzi e RaRi – che di fronte all’accumularsi dei mancati pagamenti da parte dell’azienda pubblica, si erano viste costrette a rimandare indietro i camion carichi di rifiuti. Con un primo clamoroso stop di molti servizi.

L’accordo. In sostanza l’intesa raggiunta ieri sera prevede che alle due aziende livornesi sia intanto saldato tutto il corrente. In altre parole quanto dovuto per il servizio che svolgono quotidianamente per Aamps, in modo da metterle in condizione di poter pagare le imprese alle quali a loro volta si rivolgono.

Altra cosa sono le rate della “moratoria Rosi” (l’ultima è scaduta il 31 dicembre), che hanno a che fare con il maxi debito che l’ex municipalizzata aveva accumulato negli anni passati con le ditte dell’indotto e che sotto la gestione Rosi era stato spalmato in rate trimestrali, a interessi zero, fino al 2017. A quanto risulta la discussione sulla riscossione di quei soldi dovrebbe essere in parte rimandata al 22 gennaio, quando è prevista l’assemblea dei soci e il Comune nominerà il nuovo organo amministrativo.

Una nota arrivata ieri alle 21.59 da Aamps ha confermato che «l'amministrazione comunale e le imprese RaRi e Lonzi Metalli hanno trovato un accordo che scongiura l'interruzione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sul territorio». Questo, si legge, «grazie al grande senso di responsabilità di tutte le parti in causa in una fase particolarmente complessa, dove i fattori in gioco sono molteplici e di diversa natura».

Dall’azienda hanno fatto sapere che stamani la RaRi tornerà a raccogliere le scorie dell’inceneritore, che altrimenti avrebbe avuto un’autonomia di 48 ore, mentre da lunedì Lonzi tornerà a ritirare e a trattare tutti i rifiuti della raccolta differenziata, compresi quelli delle isole ecologiche.

Trattativa fiume. Lo stessa nota fatta partire in serata parla di una «giornata intensa». Le trattative sono infatti andate avanti per ore, e l’accordo non era affatto scontato. Anzi: per tutta la giornata, dopo ogni indiscrezione su una imminente intesa (la prima è stata intorno alle 18), sono arrivate puntuali le notizie di nuove rotture. Si sa che in mattinata i rappresentanti di Lonzi e RaRi hanno incontrato il presidente del collegio dei revisori, Francesco Carpano, che sta guidando Aamps dopo il siluramento del Cda. Nel pomeriggio è stato Filippo Nogarin a condurre in prima persona le trattative direttamente con gli imprenditori.

«Questo importante accordo – ha dichiarato alla fine – ci permetterà di garantire l'erogazione dei servizi alla cittadinanza senza alcuna interruzione». «Il corrente – ha aggiunto al Tirreno – del resto era sempre stato garantito: c’erano dei dubbi su alcune partite che sono state chiariti, la politica ha fatto il suo lavoro, abbiamo dato delle garanzie». «Non solo – ha aggiunto –: vogliamo far sì che le aziende locali del settore possano rafforzarsi tutte assieme e proporsi per poter conquistare altri mercati, oltre a quello locale. Qualcuno in questi giorni ha speculato sulla situazione dicendo che vogliamo strangolare l’indotto. È vero il contrario: vogliamo fare un ragionamento con l’indotto per lavorare tutti insieme a qualcosa di importante».

24 ore di stop e i guai dell’indotto. Sta di fatto che le ditte dell’indotto, a secco di pagamenti, sono in grande difficoltà. E ieri Comune e azienda hanno rischiato molto. Di prima mattina molti camion di Aamps non hanno potuto varcare i cancelli della Lonzi e per 24 ore si è bloccata una parte della raccolta differenziata. La Lonzi, infatti, ha potuto ritirare il materiale pagato direttamente da Comieco e Revet (come carta, vetro o plastica) ma non quello (non) pagato da Aamps. Il primo effetto è stato che parte del materiale in arrivo dalle isole ecologiche della città (come legname o rifiuti ingombranti) è stato rimandato indietro. Scenario simile per la RaRi, che non ha ritirato le ceneri dell’inceneritore perché a sua volta non avrebbe poi potuto rivolgersi ai suoi fornitori, diventati anch’essi creditori di Aamps.

Alla fine l’accordo è stato trovato con un profiquo lavoro di ricucitura, ma nei giorni scorsi altre ditte dell’indotto hanno già fatto sapere attraverso la Cna di essersi rivolte all’avvocato.

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