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Livorno

Rifiuti, non salta la raccolta: accordo in extremis dopo una trattativa-fiume

Rifiuti, non salta la raccolta: accordo in extremis dopo una trattativa-fiume

Il Comune e le imprese RaRi e Lonzi Metalli trovano l'intesa sul pagamento dei servizi: evitata in extremis la sospensione che avrebbe portato in brevissimo tempo alla paralisi dello smaltimento dei rifiuti e dunque al blocco della raccolta della spazzatura dai cassonetti

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LIVORNO. Alla fine di una maratona di trattative, l'intesa è arrivata. Il Comune e le aziende Lonzi Metalli e RaRi hanno trovato la quadra per arrivare a una intesa che in extremis impedisce lo stop al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti: i livornesi hanno già sperimentato nei mesi scorsi che basta una interruzione di pochi giorni a trasformare una città in un immondezzaio se salta lo svuotamento dei cassonetti.

Il comunicato ufficiale arriva dal quartier generale di Aamps ma indica esplicitamente come protagonisti della trattativa "l'Amministrazione Comunale di Livorno e le imprese RaRi e Lonzi Metalli". Parla genericamente di "un'intensa giornata di proficui confronti", ma in realtà la trattativa dev'essere stata a tratti molto spigolosa se il comunicato finale è slittato per un po' di minuto in minuto e poi di mezz'ora in mezz'ora. Dev'esser per questo che nella nota si sottolinea "il grande senso di responsabilità di tutte le parti in causa in una fase particolarmente complessa dove i fattori in gioco sono molteplici e di diversa natura". Nel comunicato non c'è scritto ma l'intesa verte sulle garanzie dei pagamenti alle due aziende da parte di Aamps.

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E' da aggiungere che viene sottolineato come il sindaco Filippo Nogarin abbia "confermato la volontà di salvare Aamps". Come? "Attraverso l'avvio del percorso per un concordato preventivo con continuità aziendale". Il sindaco ha deciso di ribadirla anche nero su bianco per "smentire nuovamente coloro i quali mi attribuiscono strumentalmente di voler portare l'azienda al fallimento". L'accusa era saltata fuori nell'assemblea sindacale che nella sede Cgil aveva visto andare in scena anche la rabbia dei lavoratori (e dei precari), preoccupati per il loro posto di lavoro.

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"Questo appena raggiunto è un accordo che ci permetterà di garantire l'erogazione dei servizi alla cittadinanza senza interruzione alcuna", dice il sindaco Nogarin, specificando che "nei prossimi giorni provvederemo a nominare un nuovo consiglio di amministrazione che, tra i suoi primi adempimenti, provvederà alla stabilizzazione di 33 lavoratori precari" (e, subito dopo, lavorerà per "definire un piano industriale con prospettive di lungo periodo a vantaggio di tutto il sistema di gestione locale").

L'ultima frecciata è dedicata a quanti l'hanno accusato: "Siamo certi - ha concluso Nogarin - che presto anche i più scettici dovranno ricredersi, constatando che quanto stiamo portando avanti è un cambiamento epocale che darà respiro non solo al mondo delle aziende partecipate ma a quello imprenditoriale nel suo complesso".

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