Il Tirreno

Livorno

l'apocalisse in mare

Moby Prince, cercasi verità 25 anni dopo: vogliamo far luce sui misteri

di Enrico Paradisi
Moby Prince, cercasi verità 25 anni dopo: vogliamo far luce sui misteri

Ripercorrendo il percorso del traghetto e facendo visita alla lapide in onore dei 140 morti ha preso il via l’attività della commissione parlamentare istituita per fare giustizia sulla sciagura

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LIVORNO. È cominciata con un sopralluogo in mare, a bordo di una motovedetta della Capitaneria di porto, la visita di ieri venerdì 15 gennaio a Livorno della delegazione di senatori della Commissione parlamentare d'inchiesta sul disastro del Moby Prince.

Una visita programmata – e non sarà l'ultima – per rendersi conto da vicino del luogo dove il 10 aprile del 1991 è avvenuta la tragedia in cui morirono 140 persone: i commissari torneranno più volte in città per nuovi approfondimenti, così come ci saranno il prossimo 10 aprile, in occasione del 25° anno dalla tragedia. Un modo non soltanto simbolico, quello di partire da Livorno, ma anche un segnale concreto sulla volontà di cominciare un lavoro in cui, come ha detto lo stesso presidente della Commissione, Silvio Lai, «non si vuole sottovalutare nessuna delle ipotesi».

È stato il comandante della Capitaneria Vincenzo Di Marco ad accompagnare la delegazione, ripercorrendo tutta la rotta di quelle ultime ore e individuando sia il percorso di uscita del Moby sia il luogo in cui è avvenuta la tragedia. Ripercorso anche il viaggio a ritroso, fino a dove la nave fu ormeggiata.

Una volta a terra, un momento di riflessione davanti alla lapide che all'Andana degli anelli ricorda i 140 nomi delle vittime. «Fa impressione ancora di più vedere tante giovani vite spezzate», ha detto Lai.

Durante il percorso Di Marco ha spiegato ai commissari come siano cambiate negli anni le modalità di rilevazione delle posizioni delle navi e della movimentazione portuale, come quella tragedia abbia influito anche su un meccanismo di maggior sicurezza del porto di Livorno e come funzionano i meccanismi delle operazioni di soccorso. Poi, nel pomeriggio l'incontro con le istituzioni locali dal prefetto Tiziana Costantino, insieme al sindaco livornese Filippo Nogarin e a quello colligiano Lorenzo Bacci, oltre al presidente della Provincia Alessandro Franchi che hanno espresso ampia collaborazione su tutti i fronti. Presenti anche i rappresentanti delle associazioni.

Qui sempre il presidente Lai – al suo fianco Marco Filippi e gli altri senatori – ha illustrato le motivazioni della visita, e la metodologia di lavoro della Commissione: ricercare le piste che non sono state ricercate fino in fondo fino a questo momento, recuperare gli elementi che non sono stati ancora recuperati e interpretare gli elementi che recuperati, non sono stati utilizzati per approfondire ciò che è avvenuto. Il tutto in un mandato di 2 anni: «Cercheremo di utilizzare il tempo necessario, ma non un minuto di più e ce la metteremo tutta perché in questa vicenda, quelli che sono misteri non siano più misteri», ha detto.

Ci sono infatti punti oscuri, come hanno ricordato ieri l'altro in audizione a Roma Vannino Chiti insieme ad Altero Matteoli, e documentazioni utili che potrebbero essere in possesso di altri Paesi. E in questo senso qualcosa si muove: «La Commissione ha già scelto di percorrere le vie istituzionali che riguardano l'acquisizione di materiali che possono essere utili alle indagini – ha spiegato Lai – e che non sono entrati in possesso della magistratura. Abbiamo già avviato i percorsi che consentono di arrivare a questo risultato».

Oltre a interpellare tecnici e testimoni (verrà sentito anche Alessio Bertrand, unico superstite della tragedia) verranno utilizzati anche i materiali già a disposizione, che saranno trattati però con logiche differenti, come stanno facendo grazie alle nuove tecnologie anche altre commissioni di inchiesta. «Intravediamo la possibilità che sulla base degli elementi esistenti e i materiali che hanno fatto parte anche dell'indagine, – è stato sottolineato – si possano invece ricostruire con gli strumenti nuovi, scenari che magari in quel momento non era possibile comprovare».

Per far questo – ha garantito Lai – saranno scelti su ogni ambito i migliori consulenti disponibili in Italia e non solo in Italia, mentre sul piano istituzionale si è già proceduto a richiedere gli atti formali al Tribunale di Livorno.

Il presidente della Commissione ha infine parlato dell'incontro in Senato con le associazioni dei familiari delle vittime in cui «abbiamo percepito come quella tragedia sia molto profonda nella carne di coloro che hanno vissuto quella che fino a questo momento è percepita come una tragedia che è rimasta un'ingiustizia», e ha sottolineato come il contributo che le associazioni hanno dato sarà tenuto in massima importanza.

 

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