Italia
I bagnetti del Poccianti tra crolli e abbandono
A fine ’800 l’edificio della Puzzolente era un ministabilimento termale di successo Oggi cartelli e nastri di protezione segnalano che la struttura è pericolante
LIVORNO. Crolli, infiltrazioni, vegetazione che si insinua dappertutto e degrado. Là dove un tempo anche il chimico Giuseppe Orosi amava farsi vasche sulfuree, resta una carcassa pericolante. Che ogni giorno peggiora sempre di più. Cartelli di divieto e fascette di sicurezza abbracciano questo scheletro nel verde di grande valore storico, a ricordare quei Bagni della Puzzolente firmati da Pasquale Poccianti, uno dei massimi architetti del Granducato di Toscana. Ieri clamori e onori per la struttura inaugurata nel 1844, oggi uno scempio totale tra segnalazioni e denunce dagli amanti della storia locale.
«Non possiamo sottrarci dal denunciare lo stato di vergognoso abbandono nel quale versano da decenni i bagnetti della Puzzolente», scrive Stefano Ceccarini sul Pentagono, il bollettino dell’associazione Legblu.
Basta un clic sul web per capire il valore storico di quella struttura “protetta”, si fa per dire, dalle Belle Arti, che nel 1876 era frequentata da quasi10mila persone che usufruivano dei bagni sulfurei. Negli anni d’oro si parla di circa novanta bagni al giorno, come si legge nel sito della fattoria didattica Limone nel Verde che fa attività di educazione ambientale ai bambini proprio a due passi dal complesso in malora. I bagni della Puzzolente furono, poi, chiusi al pubblico nel 1897: i locali furono trasformati prima in magazzini, poi in cantine per il vino e le acque furono abbandonate per i fossi adiacenti.
«E’ un dispiacere vedere una struttura storica così importante per la città in queste condizioni: quando facciamo attività con i bambini ci fermiamo sempre al tempietto», dicono dalla fattoria didattica.
Sia il complesso termale che la fattoria didattica sono di proprietà dell’azienda agricola Limone. Al primo piano uno dei tre appartamenti, nonostante le condizioni, è abitato. «Abbiamo intimato a chi vi abita di lasciare i locali per ragioni di sicurezza», spiegano dai vertici dell’azienda agricola. Nel 2007 l’edificio oggi pericolante fu visitato da alcuni studenti dell’università di Pisa che riscontrarono il parziale crollo della copertura, con la rovina delle parti soggette alle infiltrazioni dell'acqua. Un vero peccato sotto gli occhi di chi ama, in quella zona verde alle porte della città, godersi una camminata nel bosco. Addirittura il complesso termale negli anni sessanta fece da sfondo ad una scena del celebre film “Tutti a casa” di Luigi Comencini. Un tempo nei due corpi semicircolari laterali c’erano proprio i bagni per i trattamenti, otto per area, come si racconta nel volume del 1911 “Dell’acqua minerale sulfurea della La Puzzolente”. «E’ quanto mai auspicabile che la proprietà, incalzata dagli enti preposti alla salvaguardia del patrimonio storico della città, possa quanto prima avviare i necessari e doverosi lavori di restauro», chiude Ceccarini.
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