Il Tirreno

Livorno

IL PUGILE E LA POLITICA LIVORNESE

Lenny Bottai ironizza sulle voci che lo davano in politica: basta chiacchiere da bar Livorno deve rialzarsi

di Alessandro Guarducci
Lenny Bottai ironizza sulle voci che lo davano in politica: basta chiacchiere da bar Livorno deve rialzarsi

Il pugile: in questa emergenza testerei l'apertura di Nogarin sulla nuova maggioranza

7 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Non è stato per nulla facile convincere Lenny Bottai a farsi intervistare dal Tirreno. Il pugile livornese , attaccatissimo alla sua città nonostante gli impegni sportivi che lo portano a giro per il mondo, è sempre pronto a dire cosa pensa sulla sua pagina facebook o attraverso la sua associazione (“La Repubblica dei Villani”), ma è restìo - per non dire diffidente - a concedersi ai taccuini dei giornalisti. Ma noi, a proposito della politica cittadina, volevamo sentire una voce fuori del coro, una voce lontano dai palazzi del “potere” , una voce che spesso finisce in quella che lui definisce “macchina del fango”. E ci siamo riusciti.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11298280:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/04/25/news/elezioni-regionali-il-pugile-lenny-bottai-in-campo-nella-lista-di-fattori-1.11298280]]

. Lei recentemente, sulla sua pagina facebook, ha preso posizione a favore del sindaco. Ma suo malgrado è stato subito coinvolto in una polemica politica, ci vuole spiegare?

La domanda andrebbe girata pari pari a chi le polemiche le ha scatenate e cavalcate. E' successo che ho combattuto a Reggio Emilia e Filippo Nogarin e venuto a vedermi col mio amico Igor Nencioni, perché non aveva mai visto la boxe da vicino. Poi ci siamo fatti una foto come con altri a fine match, e l'ho postata con delle considerazioni sulla persona, per l'idea che mi sono fatto ed in generale sulla situazione politica surreale venutasi a creare in città ultimamente, oltretutto precisando che, come tutti sanno, M5S non è assolutamente il mio orientamento politico. Dopo due giorni sono finito su un giornale come nuovo assessore allo sport…

E c'è qualcosa di vero?

Scherziamo? Anzi, dopo questo chiarimento necessario devo pensare a prepararmi per il titolo italiano, sono pugile in attività, alleno, e sono rappresentante dei pugili italiani nella Lega pro Boxe, quindi anche volendo da queste posizioni sarebbe deontologicamente sbagliato pensarci. Sono pure fantasie da comare che ultimamente hanno preso il posto delle serie discussioni. Altro motivo per il quale mi sono espresso nei miei post su facebook, e sono finito in un turbine di articoli e vignette.

Cioè, cosa intende per "turbine"?

Il clima che è venuto a crearsi in città è assurdo, non fa per niente bene. Mentre Livorno è in ginocchio, c'è chi usa fatti e posizioni in maniera assolutamente strumentale, trasfomando la discussione politica in una bagarre da social, da bar, rendendo ogni valutazione oggettiva impossibile. La mia bufala dell'assessorato non mi pare un caso unico, in diversi giorni se ne sono susseguite parecchie. La critica a chi governa è sacrosanta, ma non rientra nei termini del gossip e della macchina del fango, della "politichetta" di sotterfugi e tradimenti. C'è da aspettarsi di tutto da chi agisce dentro questa metrica. Sarà che son cresciuto in curva e sono abituato sul ring, dove si combatte duramente ma con regole e codici chiari.

Qual è la sua considerazione sulla persona di Nogarin?

Ho semplicemente detto che l'ho conosciuto dopo che mi ha premiato con parole positive sulla mia maglia contro il Jobs Act di Las Vegas. Ho aggiunto che non ha il classico comportamento "strutturato" del politico navigato, si rapporta in maniera naturale e al di là che sa che io non sono né un militante né un elettore del M5S spesso ci confrontiamo apertamente senza convenevoli. Punto.

Ma lei ha sempre detto di aver sostenuto il M5S al ballottaggio.

Certo, ero all'assemblea in quanto tesserato di BL e nel giugno 2014 ho votato per la mozione e fatto quello che ha fatto la maggioranza dei livornesi, per quella strategia che definii al tempo necessaria per la città per "disarcionare l'imperatore". Il voto al ballottaggio ha un significato avulso, poi, chi incitava all'astensione per assoluta miopia "purista" o furbizia equivaleva a votare il Pd. Con le astensioni hanno preso la Regione.

Ma oggi si è pentito di quel voto?

Sinceramente no. Perché dovrei?

Perchè in 18 mesi l'amministrazione a Cinque Stelle non è che abbia realizzato granché...

Indubbiamente ha pagato l'inesperienza, ma anche l'eredità di problemi annosi mai risolti, di un apparato amministrativo ancora nelle mani degli sconfitti, e soprattutto il dito puntato di chi non lo ha mai fatto in venti anni ai precedenti. Il rigassificatore, l’ Odeon, le buche nelle partecipate, etc. Quanti hanno contato i peli alle vecchie amministrazioni? A mio giudizio solo gli antagonisti. Certo il M5S ha pagato la parola d'ordine del "cambiamento" forse illudendo e illudendosi che fosse facile. Ma se avesse vinto il Pd, che parlava anch'esso di "punto e a capo" per altro contro se stesso avendo sempre governato, cosa sarebbe invece cambiato?

Da elettore di Buongiorno Livorno cosa ne pensa dell'apertura del sindaco, che in una intervista al Tirreno ha dichiarato la volontà di allargare la maggioranza ?

Per me la politica oggi si fa con pragmatismo. O si hanno i numeri e l'egemonia in termini elettorali, oppure è necessario procedere attraverso i rapporti di forza con lotte per condizionare chi governa ed ottenere conquiste. Se, come ho letto, la volontà è creare un tavolo su punti programmatici dove poter veramente dare un contributo, nella propria autonomia, non vedo perché non si dovrebbe accettare questa proposta per il bene della città. Renzi ha indicato che vuole la testa di questa giunta, per lui è una vetrina nazionale contro il M5S: prestare il fianco al suo volere quale fine ha?

La risposta di Buongiorno Livorno e di Città Diversa in consiglio comunale è stata però fredda…

Spero che sia stata per la necessità di una dovuta e attenta riflessione interna. E sull'analisi non mi addentro perché c'è chi la sa fare meglio di me. Ma se così non fosse mi domando dove porta...

Qualcuno li ha accusati di fare da eventuale stampella ai grillini.

Nella valutazione della proposta mi terrei alla larga da questa mera accusa strategica. La sinistra, lo ricordo, non avendo purtroppo i numeri, ha sempre fatto da stampella e con scarsi risultati al Pd. Buongiorno Livorno dopo il ballottaggio ha scacciato l'etichetta della stampella non accettando le poltrone, giustamente, ma adesso è diverso. La politica è responsabilità e contingenza. Se qualcuno pensa, anche legittimamente, che non c'è possibilità di interagire basta mettere sul tavolo dei punti programmatici seri e vedere: non c'è nulla da perdere, se il fine è Livorno.

Ma come può la sinistra convivere con il movimento di Grillo?

Io credo che la forza ed il limite politico del Cinque Stelle sia l'eterogeneità che garantisce contrapposti fenomeni nei diversi territori. Dopo il ballottaggio c'era lo spauracchio che la loro venuta potesse essere un cavallo di troia della destra, a livello politico ed imprenditoriale. In realtà il potere a Livorno era talmente consolidato negli anni che ha mostrato come "tutte le campane suonavano dalle stesse mani". Condividere un tavolo di programmi, nel caso, non significa mica fondersi ma riconoscersi. Alcuni assiomi poi sono solo strumentali ed incoscienti. Il Pd, lo ricordo, voleva fare assessore un ex Pdl, ha chiamato Tosi per un confronto sulla sicurezza e trasformato la parata di El Alamein da una festa in caserma ad una parata di nostalgici in città. Nessun elemento della giunta attuale ha mai fatto pensare ad atteggiamenti destrorsi.

Nogarin ha usato parole durissime contro il Pd. Anche troppo…

Ha pronunciato frasi forti, indubbiamente, ma io sinceramente porrei attenzione a cosa ha combinato a livello nazionale il Renzismo: Jobs Act, Buona Scuola, legge Saccardi, decreto salva banche… A Livorno questo partito si è garantito di sopravvivere grazie ad una tradizione di facciata, mi sembra chiaro che oggi il Pd di sinistra non ha più neppure una mano.

Lei si dichiara comunista: cosa vuol dire esserlo oggi?

«Il principio è il medesimo di quello del secolo scorso, i linguaggi e i metodi, anche imparando dalla storia, ovviamente hanno bisogno di rinnovamento. Provo a sintetizzarlo così: per me è mettere sempre il bene e gli interessi della collettività davanti a quelli degli individui e delle lobby. Oggi è redistribuire ricchezze verso il basso prima di tutto. Se il 20% delle famiglie del paese ha in mano più del 61% delle ricchezze totali, sicuramente non è questo. Ma un partito non c'è, inutile fare gli indiani nelle riserve, e va costruito dentro questi crismi: il male della sinistra è la frammentazione e la mancanza di capacità comunicativa e di una struttura. Se tutto questo manca è grazie a quella classe dirigente che l'ha allontanato dalle masse e poi svuotato per fare il Pds, poi Ds e poi Pd.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web