Il Tirreno

Livorno

Via Chiusa, nuovo furto rubati i regali di Natale

Via Chiusa, nuovo furto rubati i regali di Natale

I residenti esasperati: «Da mesi chiediamo al Comune almeno i lampioni» Sono anche pronti a comprare l’area verde pubblica e a fare manutenzione, ma...

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LIVORNO. Questa volta, dopo aver forzato la porta-finestra della terrazza, hanno portato via anche i regali di Natale del bambino. Anzi, soprattutto quelli: un dinosauro drone e un pacchetto ancora da scartare. Poi collanine e bracciali del battesimo. Così in via Chiusa, dove i residenti chiedono da anni che il Comune faccia almeno installare i lampioni della luce, è scoppiata la protesta.

La goccia è stata l’ennesimo furto registrato alcuni giorni fa nelle palazzine del lotto B. Ovvero quelle che si trovano in fondo a via Francesco Chiusa, la strada (tra l’altro a fondo chiuso) che dà su via Gramsci, stretta tra l’area dell’ospedale e quella dell’ex Parterre.

«Pochi giorni fa – racconta Gianluca Cuccia – la mia ragazza è rientrata a casa e si è accorta che qualcosa non andava, perché c’erano i gatti in taverna, che teniamo sempre chiusa: è salita, ha visto la porta di casa socchiusa, l’appartamento a soqquadro». «Questa volta – si arrabbia – hanno portato via una collanina e un bracciale d’oro del battesimo, più un sacco di cose del bimbo: anche il regalo che gli avevamo fatto per Natale (un dinosauro robot) e un regalo ancora da scartare. È il terzo furto in un anno e mezzo, ora basta».

«Chiediamo che l’area – ripete il residente – sia messa in sicurezza, che vuol dire avere luci lungo la strada e non avere una giungla di sterpaglie davanti alle finestre. Forse non se ne accorgono, perché siamo nell’interno, ma noi qui ci viviamo...».

È il vicino di Cuccia, Fulvio Longo, a guidarci tra le palazzine già costruite o in fase di ultimazione nell’area. L’avvio delle urbanizzazioni risale al 2008. «La strada – spiega Longo – è pubblica già dal 2011, ma mancano ancora l’illuminazione e i cartelli stradali che chiediamo da mesi all’assessore, così i problemi di sicurezza si moltiplicano». Il silenzio e le terrazze curate delle palazzine e delle villette, a detta degli stessi residenti che si danno parecchio da fare per curare gli spazi pubblici, cozzano con il moltiplicarsi di episodi spiacevoli. Perché approfittando del buio e dell’erba che continua a crescere («quest’anno sono venuti a fare la potatura una volta per ragioni di sicurezza», riferisce Longo) c’è sempre chi pensa di potersi nascondere qui per agire indisturbato. «Come quando – racconta – un detenuto scappò dall’ospedale e venne a rifugiarsi tra le auto. O come quando abbiamo trovato due mezzi rubati abbandonati nell’area verde».

L’area è quella in fondo a via Chiusa (da poco recintata) che da tempo è oggetto di uno scambio di lettere tra gli uffici del municipio e i residenti.

Si scopre infatti che alcuni abitanti della zona hanno avanzato ufficialmente una proposta per comprarla (in alternativa hanno proposto di averla in concessione), accollandosi così anche la manutenzione («tanto già lo facciamo, ci diamo da fare, teniamo pulito», dice il residente) in modo da «permettere al Comune di reinvestire quei soldi in tutto il resto dell’area, a partire dall’illuminazione».

Perché «la sera siamo completamente al buio, non ci sono lampioni, non c’è luce, in più ci sono mezzi in sosta ovunque (con problemi di sicurezza) perché non è prevista una lettera per i residenti e vengono a parcheggiare qui anche camion delle ditte edili e di traslochi, i camper...». «Il paradosso – sottolinea il residente – è che se anche chiamiamo i vigili urbani, non possono fare le multe perché manca la segnaletica stradale». Compreso uno specchio di sicurezza che hanno chiesto di installare all’incrocio con via Gramsci.

Senza contare che «paghiamo la Tari e tutte le altre tasse, ma qui l’Aamps non viene e il cassonetto più vicino è sul viale Marconi». «Ci sentiamo non solo abbandonati – conclude Longo – ma presi in giro: il Comune ci ha garantito che i lavori saranno fatti, ma quando?».

Juna Goti

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