La protesta
«Ora l’Asl si confronti sul nostro progetto»
L’assessore Dhimgjini replica sul calo del 30% dei posti letto: «Accade anche nei nuovi ospedali, guardate Cisanello»
LIVORNO. L’assessore alla sanità Ina Dhimgjini l’aveva detto a fine estate: «Il piano per rilanciare viale Alfieri ce l’abbiamo». Molti avevano storto la bocca e invece l’articolo pubblicato ieri dal Tirreno lo conferma: il Comune, almeno da ottobre, ha messo per scritto la sua proposta di ristrutturazione e riorganizzazione presentandola ad Asl e Regione.
Ora si tratta di capire se l’azienda - che è proprietaria dell’ospedale e ha la competenza per la progettazione - si convincerà che la strada indicata da palazzo civico di puntare sull’attuale struttura è quella giusta.
La Dhimgjini su questo aspetto non ha dubbi: «L’impresa è fattibile e abbiamo dato dimostrazione all’Asl che le soluzioni ci sono», dice. Aggiungendo: «Ora che la nostra disponibilità è stata palesata così concretamente con un’ipotesi di progetto che va incontro alle varie criticità messe in evidenza dall’azienda, è evidente che l’Asl non possa non sedersi ad un tavolo e aprirsi ad un dialogo. Il nostro impegno sul fronte dell’ospedale è sempre stato massimo e l’abbiamo dimostrato col progetto pubblicato dal Tirreno».
L’amministrazione comunale insomma non ha nessuna intenzione di fare retromarcia sulla volontà di ristrutturazione di viale Alfieri, nonostante i freni posti dall’azienda che in tutti i tavoli tecnici che si sono succeduti ha ripetuto la stessa tesi: “L’ipotesi di ristrutturazione dell’attuale area ospedaliera non è stata ritenuta soluzione compatibile con le esigenze sanitarie dell’Asl 6”.
«Bisogna considerare anche che quelle erano posizioni prese in cui la riforma sanitaria non era ancora avvenuta - riflette la Dhimgjini - e in questo senso, il quadro in cui operavamo erano conferenze dei sindaci in cui ci trovavamo sempre un fronte di amministratori Pd che anche davanti alle nostre aperture al dialogo e al confronto, facevano muro parlando sempre e soltanto di strutture. Ebbene, se mancava la partita infrastrutturale, ora c’è e mi sembra che l’abbiamo gestita egregiamente. E’ arrivato il momento di confrontarsi sui contenuti».
Sull’allarme lanciato proprio dall’Asl di una riduzione dei posti letto di un 30%, derivante dalla ristrutturazione di viale Alfieri, la Dhimgjini ha una posizione chiara: «Non mi sembra che negli ospedali in project financing ciò non accada: le criticità degli esempi toscani sono evidenti. A Cisanello si sono persi 250 posti letti su 1350. Ho fatto di recente una perlustrazione a Pisa e ho trovato edifici con problemi evidenti. Ho scattato anche foto eloquenti. Nei prossimi giorni ho intenzione di visitare anche Massa, Lucca e Pistoia. Le problematiche di fatto ci sono sia nei vecchi che nei nuovi ospedali. La vera sfida è puntare sulle risorse umane, sui medici, sul personale».
Resta un punto interrogativo sul modello sanitario: pur rimanendo la suddivisione per padiglioni, il layout dell’ospedale by Nogarin lascia la porta aperta anche all’intensità di cure. «E’ un tema su cui serve un confronto senza preclusioni - dice Dhimgjini -. Non sempre è la soluzione migliore. Può darsi che da un tavolo di concertazione emerga che quel modello non sia necessario o magari vada modulato riducendolo».
(g.co.)
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