Gioco
In tre mesi Avr ha già crediti per 855mila euro
L’azienda che da ottobre ha preso l’appalto degli spazzini batte cassa Ma per ora deve anticipare le paghe ai dipendenti come faceva Cooplat
LIVORNO. Sono passati 105 giorni da quando Avr ha preso in carico il servizio di spazzamento manuale della città. Era il primo ottobre 2015. Da allora però la società - che aveva riassunto i 70 spazzini livornesi dipendenti di Cooplat - non ha ancora visto un euro. Niente.
Nelle ultime ore si era sparsa la notizia che l’azienda pisana avrebbe ritardato il pagamento degli stipendi agli spazzini, ma la voce è risultata una bufala. A quanto risulta dunque entro domani - scadenza mensile per saldare le buste paga - sarà bonificata anche la mensilità di dicembre 2015.
E’ chiaro però che sta per esplodere l’ennesimo caso tra Aamps e uno dei suoi principali fornitori, che potrebbe portare - come aveva detto lucidamente l’amministratore pro-tempore Francesco Carpano - al blocco del servizio.
Avr ha un appalto del valore di 3.4 milioni l’anno, vinto tra l’altro con un ribasso del 5%. Significa che ogni mese Aamps deve versargli 285mila euro. Da ottobre il debito è già arrivato a oltre 855mila euro. Anche se va detto che, a quanto risulta, l’accordo prevede il pagamento delle fatture a 60 giorni, dunque di fatto una sola di queste è già scaduta, quella relativa al mese di ottobre.
L’azienda degli spazzini da giorni bussa alle porte di Aamps sollecitandone il pagamento, ma per adesso non ha riscosso. E difficilmente verrà pagata per i servizi svolti nel 2015, visto che Carpano ha annunciato di non avere alcuna intenzione di mettere un solo euro nei debiti pregressi, limitandosi a pagare il corrente, e pure a fatica, considerato anche che dei 9.8 milioni che il sindaco aveva promesso per inizio gennaio per il contratto di servizio, fino a lunedì ne erano arrivati soltanto 2.
Se Avr sta assaggiando per la prima volta le difficoltà di Aamps a pagare puntualmente, le altre aziende dell’indotto continuano a rimanere sul piede di guerra per il ritardo - per adesso di 14 giorni - che si sta registrando sul rispetto dei tempi della moratoria Rosi, la maxi-dilazione dei debiti fatta nel 2012 dall’ex amministatore Angelo Rosi.
Il 31 dicembre, come noto, scadeva una rata di 3.8 milioni che non è stata pagata e che, secondo quanto dichiarato da Carpano, non verrà pagata. Una situazione che mette a serio rischio la tenuta dell’indotto e che potrebbe portare i grandi fornitori/creditori a interrompere il proprio servizio per l’azienda, con la conseguenza di bloccare il ciclo dei rifiuti.
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