Il dolore
Un vento da record Danni e traghetti ko
Raffiche a 118 chilometri orari: 140 chiamate ai vigili del fuoco
LIVORNO. «I livornesi il vento ce l’hanno nel dna» dice un volontario della Protezione civile che ha appena passato la notte in bianco. Ha le maniche rimboccate e sta dando uno sguardo alla voragine che il mare ha creato sulla passeggiata lungo il viale Antignano: uno dei tanti segni che il libeccio (poi girato a Ponente) ha lasciato a Livorno. «Certo, raffiche simili non si vedevano da anni - continua il volontario - Ma tutto sommato è andata bene». I numeri forniti dalle autorità di controllo parlano di raffiche fino a 118,5 chilometri orari, con onde pari a 6,7 metri alla boa di Gorgona: da quanto è stata messa, nel 2008, non si era mai registrata una cosa simile. Insomma, numeri da record (l’evento è stato classificato come “fortunale”), ma che comunque non ha portato grossi disagi in città ma una serie di «microinterventi», come li definiscono i vigili del fuoco.
Loro sono i primi a capire che sarà una notte di passione. La Regione Toscana già domenica sera ha emesso un’allerta meteo e come il vento inizia a soffiare più forte - a partire dal pomeriggio di lunedì - arrivano le prime chiamate al centralino della sala operativa: per lo più cittadini che raccontano di pezzi d’intonaco venuti giù e di infissi che iniziano a cedere, ma fino all’ora di cena tutto sembra sotto controllo. Poi però sale la spinta da sud ovest del libeccio e in serata la situazione si fa più caotica: al porto saltano le corse dei traghetti, compresi quelli per la Sardegna e il debutto della Zeus Palace della Grimaldi, mentre in tutti i quartieri crollano ramie cartelli pubblicitari.
Il centralino dei vigili del fuoco diventa rovente: dalle 20 di lunedì alle 8.30 di ieri le chiamate arrivate sono 143. Finestre spaccate, cassonetti rovesciati, cartelli pubblici franati in strada o peggio su auto parcheggiate; intonaco sbriciolato sull’asfalto, rami caduti, grondaie pericolanti. Le segnalazioni arrivano un po’ dappertutto, ma si concentrano soprattutto nel centro e nella zona fronte mare. Sulla terrazza Mascagni uno dei candelabri i in ghisa cade e si spezza in due, mentre si apre anche una piccola buca sulla pavimentazione, probabilmente dovuta ad uno sifonamento, ovvero al mare che si è ritirato lasciando un vuoto nel sottosuolo. Lo stesso effetto, secondo la Protezione civile, che ha portato ad una frattura di circa 50 metri sulla passeggiata a mare in viale Antignano, su cui i tecnici torneranno stamani per un sopralluogo.
Intanto i vigili del fuoco intervengono per tutta la notte e la giornata là dove serve una messa in sicurezza: in un condominio in via Goito, ad esempio, visto che una parte del cornicione della sua facciata è finito nel parco Baquis, che verrà chiuso dalla polizia municipale; oppure in viale Sauro, dove i vigili hanno tagliato preventivamente i rami pendenti dagli alberi (stesso procedimento a Quercianella). Tutti gli uomini vengono quindi dispiegati sul territorio, accompagnati dalla Protezione civile e dalla municipale, ma non bastano: le segnalazioni al centralino continuano. «Il vento ha rotto la mia finestra e i vetri stanno cadendo in strada» spiega un livornese al telefono. «Una persiana è finita sul cofano della mia auto» dice un altro.
Intorno alle 2 sono arrivate le raffiche più forti, quelle che sfiorano i 120 chilometri orari. Raffiche fortissime ma alternate ed è proprio questo a mettere al sicuro Livorno da danni maggiori: il vento della notte scorsa non ha soffiato costante con la stessa potenza, ma ha raggiunto delle raffiche incredibili per poi attenuarsi.
E poi c’è stata la mareggiata . Durante la notte scorsa, come detto, la boa di Gorgona ha fatto registrare picchi di 6,7 metri, un valore mai raggiunto dal 2008 (anno in cui sono stati installati i nuovi sensori) ad oggi. E se queste sono quelle più vicine alla costa, il consorzio Lamma spiega che al largo della boa «con buona approssimazione le onde più alte hanno raggiunto anche 10-12 metri». Quelle più vicine alla costa invece arrivano a quattro metri e tanto basta per far arrivare l’acqua su viale Italia, che comunque non è stato chiuso se non per un breve lasso di tempo.
Vento record, mareggiate mostruose. Troppo grandi anche per i traghetti attraccati al porto, che sono rimasti fermi ai moli per tutta la mattinata di ieri. Non ne è salpato nessuno: né per la Sardegna né per la Corsica. Il mare all'alba di ieri è ancora troppo grosso e i sette rimorchiatori in servizio sono impegnati a tenere in sicurezza le banchine. Senza il loro aiuto, navi e traghetti non sono in grado di lasciare il porto e tutto i collegamenti saltano. Un traghetto in arrivo dalla Sardegna, ad esempio, viene dirottato su Piombino, mentre la Corsica Vittoria annulla la partenza in programma per ieri pomeriggio rimandandola a questa mattina.
Con il passare delle ore però il vento cambia potenza e pelle: intorno alle 13 di ieri la forza scende a circa sessanta chilometri orari e la spinta arriva da ovest, passando dal libeccio al ponente. Al porto riprendono allora le corse per le isole: intorno alle 14.30 salpa per Olbia la Moby Wonder e due ore dopo la segue la Via Adriatico della Tirrenia per Cagliari. Anche la Zeus Palace riuscirà finalmente a battezzare il suo primo viaggio. In città intanto si contano i danni, con interventi di messa in sicurezza di grondaie e intonaco e tagli preventivi agli alberi portati avanti dei vigili del fuoco, che non riusciranno a fermarsi un attimo. Anche perché, nel tardo pomeriggio, viene confermata l’allerta meteo per la notte. Non bastasse quella appena trascorsa.
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