Il Tirreno

Livorno

Un vento da record Danni e traghetti ko

di Alfredo Faetti
Un vento da record Danni e traghetti ko

Raffiche a 118 chilometri orari: 140 chiamate ai vigili del fuoco

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LIVORNO. «I livornesi il vento ce l’hanno nel dna» dice un volontario della Protezione civile che ha appena passato la notte in bianco. Ha le maniche rimboccate e sta dando uno sguardo alla voragine che il mare ha creato sulla passeggiata lungo il viale Antignano: uno dei tanti segni che il libeccio (poi girato a Ponente) ha lasciato a Livorno. «Certo, raffiche simili non si vedevano da anni - continua il volontario - Ma tutto sommato è andata bene». I numeri forniti dalle autorità di controllo parlano di raffiche fino a 118,5 chilometri orari, con onde pari a 6,7 metri alla boa di Gorgona: da quanto è stata messa, nel 2008, non si era mai registrata una cosa simile. Insomma, numeri da record (l’evento è stato classificato come “fortunale”), ma che comunque non ha portato grossi disagi in città ma una serie di «microinterventi», come li definiscono i vigili del fuoco.

Loro sono i primi a capire che sarà una notte di passione. La Regione Toscana già domenica sera ha emesso un’allerta meteo e come il vento inizia a soffiare più forte - a partire dal pomeriggio di lunedì - arrivano le prime chiamate al centralino della sala operativa: per lo più cittadini che raccontano di pezzi d’intonaco venuti giù e di infissi che iniziano a cedere, ma fino all’ora di cena tutto sembra sotto controllo. Poi però sale la spinta da sud ovest del libeccio e in serata la situazione si fa più caotica: al porto saltano le corse dei traghetti, compresi quelli per la Sardegna e il debutto della Zeus Palace della Grimaldi, mentre in tutti i quartieri crollano ramie cartelli pubblicitari.

Il centralino dei vigili del fuoco diventa rovente: dalle 20 di lunedì alle 8.30 di ieri le chiamate arrivate sono 143. Finestre spaccate, cassonetti rovesciati, cartelli pubblici franati in strada o peggio su auto parcheggiate; intonaco sbriciolato sull’asfalto, rami caduti, grondaie pericolanti. Le segnalazioni arrivano un po’ dappertutto, ma si concentrano soprattutto nel centro e nella zona fronte mare. Sulla terrazza Mascagni uno dei candelabri i in ghisa cade e si spezza in due, mentre si apre anche una piccola buca sulla pavimentazione, probabilmente dovuta ad uno sifonamento, ovvero al mare che si è ritirato lasciando un vuoto nel sottosuolo. Lo stesso effetto, secondo la Protezione civile, che ha portato ad una frattura di circa 50 metri sulla passeggiata a mare in viale Antignano, su cui i tecnici torneranno stamani per un sopralluogo.

Intanto i vigili del fuoco intervengono per tutta la notte e la giornata là dove serve una messa in sicurezza: in un condominio in via Goito, ad esempio, visto che una parte del cornicione della sua facciata è finito nel parco Baquis, che verrà chiuso dalla polizia municipale; oppure in viale Sauro, dove i vigili hanno tagliato preventivamente i rami pendenti dagli alberi (stesso procedimento a Quercianella). Tutti gli uomini vengono quindi dispiegati sul territorio, accompagnati dalla Protezione civile e dalla municipale, ma non bastano: le segnalazioni al centralino continuano. «Il vento ha rotto la mia finestra e i vetri stanno cadendo in strada» spiega un livornese al telefono. «Una persiana è finita sul cofano della mia auto» dice un altro.

Intorno alle 2 sono arrivate le raffiche più forti, quelle che sfiorano i 120 chilometri orari. Raffiche fortissime ma alternate ed è proprio questo a mettere al sicuro Livorno da danni maggiori: il vento della notte scorsa non ha soffiato costante con la stessa potenza, ma ha raggiunto delle raffiche incredibili per poi attenuarsi.

E poi c’è stata la mareggiata . Durante la notte scorsa, come detto, la boa di Gorgona ha fatto registrare picchi di 6,7 metri, un valore mai raggiunto dal 2008 (anno in cui sono stati installati i nuovi sensori) ad oggi. E se queste sono quelle più vicine alla costa, il consorzio Lamma spiega che al largo della boa «con buona approssimazione le onde più alte hanno raggiunto anche 10-12 metri». Quelle più vicine alla costa invece arrivano a quattro metri e tanto basta per far arrivare l’acqua su viale Italia, che comunque non è stato chiuso se non per un breve lasso di tempo.

Vento record, mareggiate mostruose. Troppo grandi anche per i traghetti attraccati al porto, che sono rimasti fermi ai moli per tutta la mattinata di ieri. Non ne è salpato nessuno: né per la Sardegna né per la Corsica. Il mare all'alba di ieri è ancora troppo grosso e i sette rimorchiatori in servizio sono impegnati a tenere in sicurezza le banchine. Senza il loro aiuto, navi e traghetti non sono in grado di lasciare il porto e tutto i collegamenti saltano. Un traghetto in arrivo dalla Sardegna, ad esempio, viene dirottato su Piombino, mentre la Corsica Vittoria annulla la partenza in programma per ieri pomeriggio rimandandola a questa mattina.

Con il passare delle ore però il vento cambia potenza e pelle: intorno alle 13 di ieri la forza scende a circa sessanta chilometri orari e la spinta arriva da ovest, passando dal libeccio al ponente. Al porto riprendono allora le corse per le isole: intorno alle 14.30 salpa per Olbia la Moby Wonder e due ore dopo la segue la Via Adriatico della Tirrenia per Cagliari. Anche la Zeus Palace riuscirà finalmente a battezzare il suo primo viaggio. In città intanto si contano i danni, con interventi di messa in sicurezza di grondaie e intonaco e tagli preventivi agli alberi portati avanti dei vigili del fuoco, che non riusciranno a fermarsi un attimo. Anche perché, nel tardo pomeriggio, viene confermata l’allerta meteo per la notte. Non bastasse quella appena trascorsa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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