Gioco
I consiglieri Pd attaccano Nogarin: un sindaco che sta isolando la città
L'opposizione giura che mai faranno da stampella al primo cittadino: il suo unico scopo è mantenere la poltrona
LIVORNO. Parlano di un "sindaco illusionista", perché "descrive una situazione economica, politica e sociale che non ha niente di vero". Rivendicano il ruolo di opposizione nei confronti della maggioranza, compito svolto "con responsabilità, coerenza e condivisione di intenti, senza mai uno screzio in 19 mesi di lavoro". E assicurano che mai faranno da stampella al Movimento 5 Stelle. I consiglieri comunali del Pd, durante la conferenza stampa indetta a Palazzo civico, usano toni duri e taglienti. "Perché - dicono Pietro Caruso, Jari De Filicaia, Cristina Bini, Alessio Ciampini e Marco Ruggeri - non possiamo più stare in silenzio mentre il sindaco mistifica la realtà".
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L'attacco al sindaco. «Chi amministra la città - è la premessa di Caruso, capogruppo Pd - dovrebbe avere una correttezza istituzionale. Al contrario, il sindaco fa molte affermazioni senza che a queste seguano i fatti. Fa sembrare tutto vero, ma ciò di cui parla non è realtà, è finzione». Gli fa eco Ruggeri, che si sofferma sui possibili corteggiamenti di Nogarin nei confronti di Cannito e Amato per entrare in giunta: «Tra uno che chiamano "il bomba" e la consigliera Amato non ho dubbi a chi credere. Il sindaco ha un rapporto con la verità notoriamente labile». Poi l'affondo: "Nogarin - attacca Ruggeri - prova a galleggiare solo per mantenere la poltrona. Non gli importa di migliorare la città, gli basta rimanere sindaco, pur di farlo si prenderebbe pure i voti del Pd se potesse. Non ha etica nel governare, negli ultimi mesi non ha portato un solo atto per Livorno. Attacca il Pd? Farebbe meglio a riflettere sul fatto che a breve il gruppo di opposizione più duro che si ritroverà in aula sarà quello dei consiglieri usciti dalla maggioranza».
Opposizione responsabile. «Non saremo mai la stampella dei 5 Stelle - ribadisce Caruso - abbiamo un'idea diversa di politica, più partecipata rispetto alla loro: non è vero che ascoltano i cittadini, guardate il caso della discussa rotatoria di piazza Giovine Italia". "Gravi - interviene De Filicaia - sono state le speculazioni e lo sciacallaggio fatti dopo la frase del consigliere Martelli (su Facebook si era detto disposto a votare Esposito presidente del consiglio purché la collega Simoncini non lasciasse per motivi di salute, ndr), peraltro una risposta a un intervento fuori luogo del sindaco. Noi - ripete De Filicaia - siamo usciti dal ballottaggio come opposizione e qui rimaniamo, compatti e senza divergenze. E non per un senso di responsabilità per il passato, ma per rispetto dei livornesi". "Nogarin - riprende Caruso - descrive il Pd come un partito che deve morire, con persone che vogliono il male della città. Eppure ci sono stati rivolti due ammiccamenti per la votazione del presidente del consiglio, con cui tiravano in ballo la vicepresidenza da affidare a noi. Ma non ci interessa: sulla questione non c'è stato un dibattito serio, ma un percorso arrogante del sindaco. Ora non è più tempo di mettersi al tavolo".
I problemi della città. "Il concordato - sottolinea Caruso - porterà Aamps al disastro. Sarà pur vero che qualche problema nasce dal passato, ma in un anno e mezzo di M5S, Aamps ha cambiato 5 amministratori senza che la situazione sia migliorata. Per mesi si è parlato di crediti inesigibili che non lo erano, e nonostante le promesse del sindaco l'azienda ha ricevuto solo 2 milioni sui 10 che deve avere per la gestione del servizio». Poi ecco le altre accuse all'amministrazione pentastellata: «Non ha ancora presentato i progetti necessari per ottenere le risorse nell'ambito dell'Accordo di programma, ha tagliato i fondi al sociale, ha aumentato le tasse. Nogarin aveva promesso di presentare in consiglio il progetto per la ristrutturazione dell'ospedale, ma l'assemblea non è più il luogo della discussione: ai consiglieri viene nascosto tutto. Il modo di fare di questa amministrazione - termina il capogruppo Pd - ha portato la città a essere isolata a livello regionale e nazionale, con conseguenze future gravissime».
Le critiche al Tirreno. Ai politici, di qualsiasi schieramento, le critiche dei giornalisti non piacciono. E Marco Ruggeri, candidato sconfitto alle elezioni del 2014 non fa eccezione. E come fanno d’abitudine anche altri politici, quando le cose non vanno per il verso giusto, la colpa è sempre dei giornalisti. Così, sollecitato da una domanda di altri organi di stampa, l’ex consigliere regionale ed ex segretario del partito, Ruggeri trasforma la conferenza stampa in una polemica col Tirreno.
«Mi aspettavo la presenza del direttore del Tirreno - afferma il consigliere comunale del Pd, che al tavolo della conferenza siede all’estremità accanto a Jari De Filicaia - Ha scritto un editoriale interrogandosi sulla mia posizione e sul mio pensiero, se mi avesse telefonato glielo avrei detto direttamente. Non capisco l'accanimento del capocronista e del direttore nei miei confronti. Sono anche stato inserito tra i personaggi che "scendono" nella classifica stilata a fine anno dal giornale. Mi sono rotto le scatole di essere ficcato nel mezzo delle questioni anche quando non faccio nulla. Io zitto non ci sto più, il mio percorso politico ormai è questo qui. Comunque sia nel gruppo, non c’è alcuna divisione o frizione».
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