Gioco
Il nuovo ospedale di Livorno sorgerà attorno al pronto soccorso: il piano in anteprima
La proposta del Comune: accantonato il progetto Mariotti, ecco un maxi-blocco. Tutti gli ambulatori concentrati lungo viale Alfieri
LIVORNO. Il famoso piano Mariotti - che prevedeva l'abbattimento del quarto, quinto e sesto padiglione e la costruzione al loro posto del nucleo centrale del nuovo ospedale - è stato accantonato in maniera definitiva.
L'amministrazione Nogarin ha elaborato la sua ipotesi di progetto per ristrutturare viale Alfieri, completamente diversa da quella precedente. L'ha presentata per la prima volta alla Regione Toscana in un tavolo tecnico il 20 ottobre scorso, ma il contenuto di quell'incontro, così come di quelli successivi, è rimasto top secret, sconosciuto alla città ed escluso dalla discussione tra le forze politiche, le parti sociali, i sindacati e i lavoratori. Ora Il Tirreno lo svela in tutti i suoi dettagli.
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Attenzione: se queste sono le indicazioni strategiche di massima pensate dal Comune (con tanto di suggerimenti di riorganizzazione funzionale dei reparti e dell'attività sanitaria), la competenza specifica riguardo alla progettazione spetta in realtà all'Asl. La quale, nei vari tavoli tecnici che si sono succeduti in questi mesi in Regione, un concetto ha espresso chiaramente: le gravi criticità che una ristrutturazione dell'attuale ospedale causerebbe e la convenienza economica, funzionale e logistica di un nuovo presidio, ovunque esso dovesse essere costruito. E ha pure ricordato che una ristrutturazione comporterebbe una riduzione dei posti letto del 30%.
La partita dunque - come scriviamo a fianco - è soltanto all'inizio e finora ha registrato un braccio di ferro tra amministrazione comunale e azienda. Resta il fatto che palazzo civico si è finora mostrato fermo sulla volontà di ristrutturare, riqualificare e riorganizzare l'attuale complesso di viale Alfieri.
Un maxi blocco centrale. Secondo il progetto dell'amministrazione Nogarin, il cuore del nuovo ospedale sorgerà nell'area dietro alla chiesa, dunque in particolare attorno all'attuale blocco operatorio e al pronto soccorso, cioè gli edifici più recenti di via Alfieri, eretti ex novo nell'ultimo decennio e ribattezzati come padiglioni 16 e 15 (ma noti anche come E1 ed E2).
Quell'area sarà unita al padiglione 14, che si trova di fronte al pronto soccorso e che ospita farmacia, lavanderia e cucina: la struttura, anch'essa recente, sarà abbattuta, in quanto ritenuta di scarsa qualità architettonica e funzionale, e verrà ricostruita su tre piani fuori terra, che saranno uniti anche in altezza al padiglione 15, cioè al pronto soccorso, il cui percorso pedonale di accesso resterà tuttavia invariato così come la collocazione della camera calda. Verrà mantenuta anche la pista per l'atterraggio dell'elisoccorso Pegaso.
Il nucleo centrale sarà allargato sul lato sud con un collegamento al terzo padiglione (recentemente ristrutturato) e sul lato nord al quarto. Questa sorta di T - ben evidenziata dal grafico a fianco - rappresenterà il vero e proprio blocco ospedaliero: la zona operatoria al centro, insieme ai dipartimenti urgenze-emergenze, e intorno le degenze.
Un blocco che potrebbe diventare un maxi-blocco, visto che nell'ipotesi elaborata da palazzo civico si prevede anche la possibilità di allargare ulteriormente l’area centrale dell'ospedale coinvolgendo il secondo e il quinto. Anche in questo caso - come per il terzo e il quarto - si tratta di una struttura già ristrutturata (il secondo) e una disastrata, completamente da rifare (il quinto).
Il modello sanitario. Nessun riferimento è stato fatto finora al modello sanitario prescelto, tema che tanto ha diviso negli ultimi anni, anche se il layout del nuovo ospedale - pur nel mantenimento dei padiglioni - potrebbe ben adattarsi all'organizzazione per intensità di cure, definita più volte fallimentare dal sindaco Nogarin, ma cavallo di battaglia della politica sanitaria regionale, e comunque coniugabile in diverse gradazioni, al punto che un punto d'accordo tra le due scuole di pensiero appare facilmente alla portata.
Ambulatori potenziati in viale Alfieri. Resterà al suo posto il poliambulatorio, che sarà potenziato con il trasferimento dal quarto di oculistica e dermatologia. L'idea è quella di rafforzare le funzioni ambulatoriali negli edifici affacciati su viale Alfieri, con accesso diretto dall'esterno e il potenziamento dei parcheggi antistanti attraverso una riorganizzazione (non semplice) degli spazi.
Al pronto soccorso da via della Meridiana. Non verrà toccato neanche il pronto soccorso, per il quale invece l'ex direttore generale Porfido aveva auspicato uno spostamento verso la cinta esterna dell'ospedale, in sostanza un ritorno all'intersezione tra via Gramsci e viale Alfieri. Per il Comune, il pronto soccorso resterà, come dicevamo, al centro del cuore dell'ospedale, ma cambierà l'accesso viario per raggiungerlo. L'idea è quella di creare un percorso protetto e diretto da via della Meridiana con accesso a senso unico ed uscita da via Gramsci. Una proposta che farà sicuramente discutere, vista la non semplice raggiungibilità di via della Meridiana.
L’hospice al decimo. Il piano prevede uno spazio nuovo per l'hospice, dunque per cure palliative e di altri servizi oggi presenti al primo padiglione, che si sposterebbero al decimo. Si tratta dell'edificio che si trova tra il pronto soccorso e via Gramsci, da cui è diviso da un grande giardino confinante col Sert e che sarebbe messo a disposizione degli ospiti. L'accesso, anche per i visitatori, sarebbe quindi indipendente rispetto all'ospedale.
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