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«I porti toscani restino uniti, la Regione deve farsi sentire»
LIVORNO. I porti di Livorno, Piombino e Marina di Carrara devono rimanere insieme e la Regione Toscana deve farsi «garante dell'unicità del sistema portuale toscano». Tornano a chiederlo i sindacati...
LIVORNO. I porti di Livorno, Piombino e Marina di Carrara devono rimanere insieme e la Regione Toscana deve farsi «garante dell'unicità del sistema portuale toscano». Tornano a chiederlo i sindacati Cgil Cisl Uil regionali del settore trasporti (Filt, Fit e Uiltrasporti), ricordando che «la Corte Costituzionale ha stoppato la riforma della portualità avviata dal governo, perché in contrasto con il Titolo V della Costituzione». Si tratta di “materia concorrente” e dunque «non può mancare il coinvolgimento diretto delle Regioni».
Bisogna «dare continuità» a questo schema sistemico che comprende i tre porti toscani in un’unica realtà, aggiungono Filt, Fit e Uiltrasporti: servono perciò «finanziamenti adeguati e mirati, ma anche con strumenti specifici ed utili, come gli accordi di programma (magari coordinati) o come il recente protocollo regionale per la sicurezza nel lavoro portuale, siglato il 22 dicembre».
Ma i tre sindacati regionali puntano il dito: dopo l'accordo tra Livorno e Piombino di settembre e la lettera inviata dalle istituzioni della provincia di Massa e Carrara alle autorità nazionali e regionali per chiedere che «anche il territorio di Massa Carrara, in particolare il porto di Marina di Carrara, rimanesse parte integrante del sistema dei porti toscani» – si afferma – «è calato il silenzio delle istituzioni regionali, nonostante le numerose sollecitazioni avanzate anche dalle organizzazioni sindacali territoriali e regionali».
Filt, Fit e Uiltrasporti sono «sempre più convinti» che «solo tenendo insieme le realtà logisticamente integrabili, omogenee per territorio e dipendenza amministrativa, si possano vincere le sfide del futuro, per creare occupazione, quindi buone opportunità per i nostri giovani».
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