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Un nuovo centro accoglienza in via Terreni
Ospiterà 24 persone senza dimora. Intanto la Dhimgjini annuncia: il 19 trasferimento Chiccaia-Corea
LIVORNO. È stato inaugurato ieri un nuovo centro di prima accoglienza notturna, che ospiterà 24 persone senza fissa dimora o che si trovano in situazione di difficoltà abitativa.
Il centro, attivo da metà dicembre, ha sede in via Terreni, nel complesso della Gherardesca, tra il civico 9 e l'11 e si sostituisce al dormitorio che, proprio fino a dicembre, si trovava poco lontano, in via Pellegrini.
La struttura, ristrutturata, è ubicata su due piani, si costituisce di 4 camere di accoglienza con 24 posti letto, e sarà gestita da un’Ati che ha come capofila la cooperativa sociale “Il Simbolo” (di Pisa), la Svs di Livorno e la cooperativa “Humanitas”, con la titolarità del Comune di Livorno.
La novità della struttura, rispetto al dormitorio di via Pellegrini (che, gestito da Arci, ospitava 8 persone), non riguarda solo uno spazio di ospitalità maggiore, ma anche, spiegano Daniele Bavone e Paola Castaldi della cooperativa “Il Simbolo”, la possibilità di accogliere persone residenti e non residenti (a Livorno), dando accoglienza, inoltre, a donne con sei posti letto. «Al momento ci sono 21 persone – spiega Daniele Bavone, assistente sociale. Potranno essere ospitati italiani e stranieri che dimostreranno di avere documenti validi e permessi di soggiorno. Si tratta di persone senza fissa dimora, con problemi di dipendenza». Per accedere al centro, spiega Paola Castaldi, è necessario accedere al buono notte (che ha la durata di 20 giorni, rinnovabile dopo 5 giorni in inverno, e dopo 10 giorni d'estate) che viene rilasciato al punto di accoglienza: uno sportello di ascolto, aperto lunedì, mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 11.
«É un giorno importante per Livorno – ha detto l'assessore al sociale Ina Dhimgjini -. Con la struttura, l'accoglienza è triplicata fino a 15 posti letto». L'assessore ha fornito qualche dato relativo all'emergenza abitativa a Livorno. «Entro gennaio – ha detto – il blocco 417 di Shangai verrà svuotato con il trasferimento delle famiglie nei 51 alloggi in Corea. Il 18 è prevista la firma dei primi contratti. Per gli occupanti di Shangai ci saranno provvedimenti per alloggi di risulta».
«Un progetto che è una scommessa – ha detto il vescovo Simone Giusti. È necessario intraprendere un percorso educativo che conduca le persone che si trovano in difficoltà verso l'autonomia, verso una casa e un lavoro». Rosanna Harper
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