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Livorno

Morto dopo le dimissioni dall'ospedale, c'è un'inchiesta della Procura

Morto dopo le dimissioni dall'ospedale, c'è un'inchiesta della Procura

Livorno, il pubblico ministero ha disposto l’autopsia per far luce sul decesso di Alfredo Guerriero, ex dipendente della Pierburg

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LIVORNO. La Procura ha aperto un’inchiesta per ricostruire eventuali responsabilità per la morte di Alfredo Guerriero, 50 anni compiuti agli inizi di aprile, scomparso sabato a distanza di 24 ore dalle dimissioni dall’ospedale di venerdì.

Nella mattinata di lunedì 11 gennaio il pubblico ministero Antonio Di Bugno ha letto con attenzione l’esposto presentato ai carabinieri dalla moglie dell’ex dipendente della Pierburg. All’interno del documento un dettagliato resoconto sia delle condizioni di salute del marito sia di quello che è avvenuto tra venerdì e sabato 9 gennaio. Il pm, visti gli atti, ha disposto l’autopsia sul corpo del 50enne. E l’esame si dovrebbe svolgere nella giornata di martedì. Per il momento però, da fonti investigative, emerge che la Procura non avrebbe iscritto nessun nome nel registro degli indagati. Aspetto tecnico che potrebbe essere compiuto in un secondo momento.

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«L’ha stroncato una insufficienza renale fulminante, così ci è stato detto», raccontava il giorno dopo il decesso la moglie Paola Bernardoni. Il sospetto è che il cambio di cura che era stato prescritto al 50enne, che viveva con un solo rene dalla nascita, possa aver innescato delle problematiche mediche inaspettate.

«Si sentiva male – spiega la moglie – aveva una gran debolezza addosso: aveva preso un farmaco nuovo e per vederci chiaro l’abbiamo portato al pronto soccorso alle 16,20 di venerdì. È rimasto in osservazione per qualche ora, verso l’ora di cena ci è stato detto che non era niente di grave e che Alfredo poteva tornarsene a casa. Prognosi? Un giorno».

Ma quando l’ex lavoratore Pierburg è arrivato a casa le cose non sono migliorate. Ecco perché sabato Guerriero è tornato in ospedale. «L’abbiamo riportato all’ospedale perché anziché riprendersi si sentiva ancor più fiacco. L’hanno portato nella shock room. Ci hanno detto che la situazione si era fatta grave: il rene non funzionava bene e, siccome i valori erano altissimi, gli avrebbero fatto la dialisi».

Invece poche ore dopo il 50enne è deceduto. Adesso l’inchiesta della Procura dovrà accertare c’è un collegamento tra la tragedia e il comportamento dei medici che hanno avuto in cura Alfredo Guarriero.

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di Redazione web