Gioco
Morti sull’Aurelia, dalla Provincia 245mila euro
Due senegalesi si schiantarono contro un platano, ma l’albero era troppo vicino alla carreggiata
LIVORNO. Più di cinque anni Sene Baboucar e Sow Bassirou persero la vita tra San Vincenzo e Donoratico, in località Serragrande. La Peugeot 306 rossa di Sene andò a schiantarsi contro uno dei platani che costeggiano l’Aurelia.
Il motivo non si è mai saputo: un malore, un animale, un colpo di sonno, o semplicemente la strada scivolosa. L’unica certezza due giovani uomini, entrambi senegalesi e operai agricoli, morti.
Per i parenti di uno di loro, Sow, in quanto passeggero, almeno il conforto dell’indennizzo dell’assicurazione, per la famiglia dell’altro, Sene, il conducente della Peugeot, neppure quello. A cinque anni di distanza, tuttavia, arriva la notizia di una sentenza che segna un precedente importantissimo per questo tipo di incidenti: una sentenza che ha condannato la Provincia a risarcire con 245mila euro i familiari di Sene Baboucar.
A ripercorrere il cammino di una causa iniziata nel 2013 e terminata soltanto qualche settimana fa è Alessandro Napoleoni, legale della famiglia del senegalese, morto a 38 anni nel dicembre del 2010, pochi giorni prima di rientrare nel paese di origine, dove avrebbe conosciuto il suo secondogenito.
Articolo 26 del codice della strada. La causa inizia nel 2013, basandosi sull’articolo 26 comma 6 del codice stradale che recita: “La distanza dal confine stradale, fuori dai centri abitati, da rispettare per impiantare alberi lateralmente alla strada, non può essere inferiore alla massima altezza raggiungibile per ciascun tipo di essenza a completamento del ciclo vegetativo e comunque non inferiore a 6 metri». Distanza che ovviamente gli alberi piantati nella zona dell’incidente non rispettano. A supportare tuttavia la Provincia arriva la direttiva governativa del 1 giugno 2011 nella quale Altero Matteoli, allora ministro delle infrastrutture e dei trasporti, affermava: «Ad avviso del ministero, gli alberi impiantati prima dell’entrata in vigore del codice della strada non devono essere rimossi», decretando di fatto l’efficacia della normativa soltanto per quegli alberi piantati dopo il 1992.
Quelli lungo la strada dell’incidente in cui perse la vita Sene sono più vecchi, ma è proprio un motivo tecnico nell’ambito di questo aspetto a far vincere a Napoleoni la causa: «L’avvocato della Provincia ha giocato proprio sull’età precedente al 1992 degli alberi – spiega l’avvocato piombinese –. Io ho contestato questo dato e la Provincia non è stata in grado di provare l’anno in cui furono effettivamente piantati gli alberi».
La sentenza. Qualche settimana fa arriva così la sentenza che riconosce un risarcimento parziale ai familiari di Sene per un valore complessivo di 245mila euro, che la Provincia ha già pagato. «Parziale perché una perizia ha dimostrato la velocità elevata al momento dell’incidente – spiega Alessandro Napoleoni – Aspetto che secondo il mio parere cambia poco la sostanza di quanto accaduto, aprendo quindi la possibilità a un’eventuale riforma della sentenza».
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