La protesta
La solidarietà va in scena al Goldoni
Centocinquanta artisti protagonisti della kermesse nel segno della solidarietà per aiutare l'Associazione Sportiva Handicappati a raccogliere i soldi per sistemare il tetto della palestra - LE FOTO
LIVORNO. Una vera e propria esplosione di energia ha travolto gli oltre 700 spettatori che sono accorsi al Teatro Goldoni per assistere allo spettacolo di solidarietà organizzato dall'Associazione Sportiva Handicappati Livorno per la ristrutturazione del tetto della palestra Il Prato: sul palco circa 150 artisti livornesi tra musicisti, cantanti, attori, scrittori, cabarettisti e ballerini.
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Una festa, con la quale è stato finalmente raggiunto l'obiettivo che i responsabili e i volontari della palestra si erano prefissati: raccogliere 50mila euro per permettere ad adulti e ragazzi disabili di poter svolgere attività fisica in un luogo appositamente attrezzato: «La tenacia è la virtù dei forti, l'enorme cuore di Livorno ha permesso, a un anno di distanza dalla realizzazione del primo parco giochi inclusivo d'Italia, l'apertura di questo spazio fondamentale», dicono visibilmente emozionati i responsabili de Il Prato Giuseppe “Pino” Pera e Emilio Rossini a margine della proiezione del video-racconto dei Camminatori Folli sul parco giochi del Parterre.
Lo sforzo è stato grande, basti pensare all'affitto del Teatro Goldoni, che è stato pagato interamente: lo slancio solidale della città lo è stato ancor di più. A testimoniarlo, un esempio su tutti, il fatto che gli stessi artisti che si sono esibiti sul palco hanno deciso di pagare il biglietto. Solidarietà non nuova per la nostra città, che spesso in occasioni come questa riesce a dare il meglio di sé: qualcosa di nuovo, però, proprio nei corridoi del Goldoni a Cinque Stelle – da segnalare la presenza sul palco in veste artistica del vicesindaco Stella Sorgente e della consigliera pentastellata Alessandra Rossi – ha cominciato ad aleggiare e sono i soggetti e i protagonisti diretti di questa ritrovata voglia di partecipazione.
Lo conferma il direttore artistico del teatro Marco Leone: «Pecchiamo troppo spesso di accidia, dimenticandoci così di dare peso alle cose che abbiamo intorno: penso alla disabilità, ma anche al grande patrimonio artistico che la nostra città è in grado di esprimere. E poi i teatri sono fatti apposta per accogliere e per celebrare la comunità, devono essere aperti».
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Sul palco tutti gli artisti che nei mesi scorsi si erano esibiti proprio nei locali de Il Prato, aiutando l'associazione a raccogliere fondi, molti dei quali da sempre vicini al mondo dell'handicap: da Michele Crestacci al Coro Garibaldi d'Assalto, passando per Claudio Marmugi, Ensemble Bacchelli, Leonardo Fiaschi, Paola Pasqui, solo per citarne i più conosciuti. Con la new entry Bobo Rondelli, che al Goldoni ha portato due canzoni: «Non voglio fare retorica, sono qui perché era giusto esserci. E poi io ho picchiato la testa: ho una tendenza personale alla disabilità».
Non è mancata una piccola parentesi polemica, a cui è seguito un forte applauso, con alcuni volontari che dal palco hanno rivendicato il diritto dei malati cronici e dei disabili a un servizio sanitario nazionale completamente gratuito e a un ministro della sanità che abbia «almeno la laurea in farmacia». Ad esibirsi, infine, anche i ragazzi disabili e i volontari che hanno ballato ed emozionato gli spettatori: «Vi raccontiamo come la solidarietà sia in grado di realizzare un sogno, – dice a margine dello spettacolo il direttore artistico dell'evento Riccardo Della Ragione – sembrava impossibile e invece, grazie al paziente lavoro di tutti, ce l'abbiamo fatta».
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