Il Tirreno

Livorno

«Mi vergogno», torna libero il caporeparto Coop arrestato per furto

Federico Lazzotti
Uno dei furti contestati al caporeparto
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Uno dei furti contestati al caporeparto

Livorno, Gino Mazzoni è accusato di svariati colpi al market di via Frank: «In manette per 32,50 euro di merce, restituiti prodotti per 500 euro»

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LIVORNO. Ha ripetuto di vergognarsi per quello che ha fatto e di sentirsi come se gli fosse crollato il mondo addosso. Gino Mazzoni, 59 anni, il caporeparto del supermercato InCoop di via Anna Frank, nella zona di Colline, arrestato l’altro ieri dai carabinieri per una decina di furti di alimenti, ha cercato di spiegare al giudici, durante il processo per direttissima, il motivo dei colpi messi a segno negli ultimi tre mesi al negozio dove lavora.

Spiega il suo legale, l’avvocato Vinicio Vannucci. «Al mio assistito gli si contesta un furto di 32,50 euro di beni alimentari; questo è, infatti, il valore della merce che è stata trovata nel bauletto del suo scooter al momento dell'arresto. Altri prodotti alimentari sono stati poi trovati nella sua abitazione per un valore di circa 500 euro». In ogni caso valori inferiori rispetto agli ammanchi di merce per 40.000 euro denunciati da InCoop.

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«Questi, non possono essere attribuiti a Mazzoni - prosegue l’avvocato - trattandosi di mancanze imputabili a periodi precedenti gli accertamenti e potenzialmente imputabili a qualsiasi tipo di causa: altri responsabili, inefficienza logistica ed altre cause possibili da immaginare». Durante il processo il pubblico ministero aveva chiesto al giudice di sottoporre il 59enne all’obbligo di firma. Al contrario, il gip ha deciso di rimettere in libertà l’impiegato che almeno teoricamente nel caso l’azienda non lo sospenda potrà tornare anche lavoro. Mentre il processo è stato fissato per il mese di aprile.

Agli atti, a quel punto, finirà tutta l’attività di indagine condotta dai carabinieri negli ultimi tre mesi. Secondo gli investigatori, infatti, guardando le registrazioni delle telecamere nascoste hanno consentito di ricostruire la strategia adottato dal capo reparto per commettere i reati. L’uomo, di volta in volta, con la scusa di recarsi all’esterno del magazzino per gettare i rifiuti nei cassonetti, ne approfittava per sottrarre generi alimentari di ogni tipo che provvedeva poi a celare nel sottosella del suo scooter. Le immagini delle telecamere posizionate dai militari hanno infatti ripreso almeno dieci episodi che vedono per protagonista il 59enne.

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