Gioco
Da azienda leader a discarica abusiva ecco la ex Trw oggi
Livorno, abbandono e sporco intorno alla fabbrica chiusa 13 mesi fa. In strada c’è di tutto, da rifiuti ingombranti a videogiochi
LIVORNO. Da azienda leader nel settore della componentistica auto a discarica a cielo aperto. Dagli oltre mille dipendenti tra Trw e Delphi di fine anni Novanta alla desolazione di un contesto trasformato in maxi pattumiera. Qui ex Trw: tra via Enriques e la più nascosta via della Ferrovia è un perimetro di inciviltà selvaggia e sporcizia circondata da capannoni inutilizzati e macerie di quella che era una multinazionale importante dell'automotive, chiusa il 17 dicembre del 2014.
All'ingresso della viuzza laterale (c’è un accesso secondario dello stabilimento), un divano e un poltrona fanno da sipario virtuale sull’indecente spettacolo che verrà, qualche metro più avanti.
C'è veramente di tutto là fuori, compreso un furgone del trasporto cavalli in vendita, come dice il cartello, con i vetri "foderati” da carte e cartoni per non vedere dentro. Da qui in poi è un cimitero di carcasse di ingombranti che si accumulano: ci sono frigoriferi, armadi, materassi, televisori, schermi di pc, monitor. Tutto intorno una fioritura di sacchi e sacconi neri stracolmi, circondati da vetri in frantumi alla merce di chiunque passi.
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Metro che fai, altri cumuli di spazzatura che trovi. Nel mezzo c'è pure la carcassa di un video game, finita lì chissà come, magari sparita da chissà quale bar. Un occhi intorno: stride il contrasto tra la carcassa del videogioco e tanti giochi per bambini abbandonati.
C'è un piccolo scooter, un box, un seggiolone, alcuni pannolini utilizzati da neonato, pennarelli, lavagne, colori: uno spreco e una indecenza rispetto all'utilizzo che avrebbero potuto avere quei giochi, magari donati a qualche bimbo che non se li sarebbe potuti permettere. Le sorprese non mancano in via della Ferrovia: in fondo alla strada si stagliano al cielo pile di oggetti di plastica in parte imbustati, in parte no. E ancora pile di legni che addirittura ostruiscono il passaggio della cabina dell'Enel che si trova là in fondo. Basta guardare e spuntano anche nomi sulle bustone impilate che potrebbero far risalire anche alle eventuali persone, oppure ditte che si sono sbarazzate dei loro cumuli di rifiuti in questo modo. Contro ogni regola. Infrangendo qualunque normativa.
Va leggermente meglio la situazione in via Enriques, anche se accanto all’ingresso principale dello stabilimento non mancano montagnole di rifiuti abbandonati a fare da cornice a quell’azienda, oggi gestita dalla società immobiliare Realty One che cura tutta l’area, che fino a poco più di un anno produceva all'80% per il Gruppo Fiat.
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