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Livorno

Aamps, ora anche Carpano è in bilico

LIVORNO. Ieri per tutta la giornata si sono rincorse voci su un’imminente estromissione dei sindaci revisori di Aamps da parte del Comune, ipotesi che il Tirreno aveva già ventilato sull’edizione di...

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LIVORNO. Ieri per tutta la giornata si sono rincorse voci su un’imminente estromissione dei sindaci revisori di Aamps da parte del Comune, ipotesi che il Tirreno aveva già ventilato sull’edizione di ieri e a cui il presidente Carpano - oggi amministratore pro tempore di Aamps dopo la revoca del cda - ha risposto dichiarando che in un caso del genere sarebbe costretto a rivolgersi immediatamente alla procura.

A quanto risulta l’amministrazione comunale starebbe meditando con convinzione questa eventualità, che tecnicamente tuttavia è assai più complicata che revocare un cda (e già la stessa revoca del consiglio di amministrazione, secondo molti osservatori, potrebbe creare non pochi problemi a Nogarin, se davvero fosse avvenuta in maniera non legittima).

Carpano insomma traballa. Le sue parole, fin da giovedì quando si è insediato al timone dell’azienda, d’altra parte non sono cambiate di una virgola rispetto a quando ricopriva “soltanto” il ruolo di revisore dei conti e si era più volte scontrato con il socio - dunque con la linea di Nogarin e Lemmetti - sul futuro di Aamps.

Fin da subito Carpano è tornato a batter cassa al Comune. Non solo rispetto al denaro dovuto per il contratto di servizio, ma anche per il concordato. «Se il Comune vuole andare avanti con questa operazione deve metterci i soldi», ha spiegato chiaramente. Ripetendo ciò che già aveva detto a dicembre, quando aveva stoppato il concordato, evidenziando la necessità che palazzo civico lo sostenesse fin da subito col capitale necessario.

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