Gioco
Ruba carne, pasta e liquori arrestato il caporeparto
L’uomo, 59 anni, dipendente della Coop nascondeva la merce nello scooter Pizzicato dalle telecamere dei carabinieri: in sei mesi ha sottratto 40mila euro
LIVORNO. Ha fatto carriera nel corso degli anni, passati dietro al banco a tagliare e battere carni. Un percorso che lo ha portato a diventare il caporeparto della macelleria dell'InCoop di via Anna Frank, dove lo conoscevano tutti e nessuno sospettava di lui. "Se siamo sorpresi? Certo che lo siamo" dice una dipendente della cooperativa. Nessuno infatti immaginava che Gino Mazzoni, 59 anni, livornese doc, da mesi ormai rubasse ogni sorta di prodotto dagli scaffali del supermercato: carne soprattutto, ma anche pasta, formaggio, bottiglie, liquori e tutto ciò su cui riusciva a mettere le mani. Spese clandestine che hanno insospettito i responsabili dell'InCoop, dato che dopo sei mesi l'ammanco inizia ad ammontare a quarantamila euro. Per questo hanno deciso di far intervenire i carabinieri, che dopo mesi d'indagine hanno arrestato l'uomo grazie a delle telecamere nascoste.
Il metodo che aveva affinato era semplice ed efficace: in qualità di caporeparto, il 59enne diceva ai colleghi che usciva nel retro del magazzino per gettare via i rifiuti nei cassonetti, ma in realtà aspettava di non essere visto da nessuno per riempire le classiche borsine di plastica con prodotti alimentari d'ogni tipo, dalle carni ai formaggi, dalla pasta ai confezionati passando per le conserve, aggiungendoci poi bottiglie di vino o liquore di varie marche; una volta messa insieme questa spesa clandestina, l'uomo andava davvero sul retro del magazzino, ma non a gettare gli scatoloni avanzati, bensì a nascondere le borsine piene nel suo scooter. Un sistema che rendeva e che è andato avanti per diverso tempo: praticamente un anno.
La trasformazione da caporeparto a ladro infatti si è consumata per intero nell'arco del 2015, che potremmo dividere in due semestri. Nella prima parte dell'anno scorso, infatti, Mazzoni va avanti indisturbato, mettendo insieme scorte su scorte in dispensa a casa propria. Furti invisibili agli occhi di chi lavora tra gli scaffali ("nessuno si è mai accorto di nulla" continua la dipendente Coop), ma che non sono passati inosservati negli uffici amministrativi, dato che a fine mese le voci in bilancio tra vendite e avanzi non combaciava: c'erano degli ammanchi insomma. Ammanchi che a partire da gennaio sono andati via via aumentando: arriviamo così a giugno, quando il buco è di ben quarantamila euro.
I responsabile InCoop allora decidono di vederci chiaro, visto che il trend di furti non cenna a diminuire. Ecco allora a settembre la richiesta d'intervento ai carabinieri, che decidono di procedere installando all'insaputa dei dipendenti del supermercato delle telecamere nascoste. Una mossa azzeccata, dato che l'occhio elettronico riprenderà quella storia che nell'esercizio di via Anna Frank nessuno si aspettava.
Le telecamere riprenderanno il caporeparto più e più volte ripetere il suo rituale furtivo, sempre con la solita impostazione: la bugia di andare ai cassonetti, le spese clandestine, la sella dello scooter. Gli investigatori mettono insieme i vari furti filmati (saranno dieci in tutto), fino a quando, due giorni fa, decidono di intervenire arrestando l'uomo con l'accusa di furto aggravato continuato. Giovedì pomeriggio infatti è andato in scena il suo ultimo furto, con un bottino di generi alimentari pari a circa 700 euro.
Il caporeparto viene così fermato dai carabinieri e su disposizione del magistrato rimandato a casa ai domiciliari.
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