Il Tirreno

Livorno

Il Comune ha versato 2 milioni anziché 9.8 nelle casse di Aamps

di Giulio Corsi
Il Comune ha versato 2 milioni anziché 9.8 nelle casse di Aamps

Carpano conferma il blocco di tutti i pagamenti pregressi. Il sindaco chiede un’assemblea, ma anche il revisore rischia

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LIVORNO. Il 31 dicembre il sindaco Nogarin aveva garantito per scritto, in una delle famose lettere inviate all’allora presidente del cda Iacomelli, che la somma di 9.8 milioni dovuta dal Comune ad Aamps per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti relativo al primo trimestre 2016, sarebbe stata liquidata nei primi giorni di gennaio. Ieri il bonifico dal Comune è arrivato. Ma di 2 milioni. Ne mancano, rispetto alla tranche dovuta da palazzo civico e promessa dal sindaco, ancora 7.8.

Quei soldi serviranno a Francesco Carpano, amministratore pro tempore dell’azienda, per pagare gli stipendi il 27 gennaio e i fornitori che quotidianamente prestano servizio all’azienda. Ma niente di quella cifra sarà utilizzato per il pregresso.

Carpano lo dice chiaramente: «Il mio primo atto appena arrivato in azienda è stato quello di fermare tutti i pagamenti. Ho fatto una sola eccezione: una polizza per rimettere in pista i mezzi che erano stati bloccati per mancanza di una fidejussione».

Il 16 gennaio una scadenza fiscale importante attende le casse di Aamps: il pagamento dei debiti tributari, cioè gli F24 con i contributi previdenziali e le ritenute Irpef dei lavoratori relative allo stipendio di dicembre e alle tredicesime 2015. L’azienda riuscirà a rispettare l’impegno con l’erario e l’Inps? Carpano fa un sospiro. Poi tranquillizza: «Sì, quello lo pagheremo. Ma sarà l’unico debito che rispetteremo. Finché ci sarò io, di creditori non se ne pagherà uno, salderemo solo il corrente».

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Quanto ancora durerà la terza reggenza di Carpano? Qui si apre un altro capitolo delicato della partita di Aamps. Ieri nei corridoi del municipio girava con insistenza la voce che il socio, cioè l’amministrazione comunale, avrebbe intenzione di revocare anche il collegio dei revisori dei conti. Procedura assai più complicata rispetto alla revoca del cda (che tuttavia secondo le opposizioni sarebbe illegittima, come scriviamo a fianco), ma comunque non così remota. D’altra parte il rapporto tra Carpano e Nogarin finora è stato, almeno negli atti, assai conflittuale, al punto che il presidente dei revisori ha contestato le principali scelte del sindaco per Aamps, da quella di non ricapitalizzare l’azienda, a quella di procedere col concordato, fino all’assunzione dei precari. Un attrito che ha finito per stritolare il cda, stretto ai due fuochi.

Adesso potrebbe arrivare il momento della resa dei conti anche per Carpano. Giovedì scorso - il giorno della revoca del cda Iacomelli - il sindaco ha mandato al presidente dei revisori la richiesta di convocazione dell’assemblea dei soci, per “deliberazioni ex articolo 2364 del codice civile nn. 2) e 3)”. Articolo che dice che l'assemblea ordinaria “nomina e revoca gli amministratori; nomina i sindaci e il presidente del collegio sindacale e determina il compenso degli amministratori e dei sindaci, se non è stabilito dallo statuto”.

Che ci sia in vista una busta gialla anche per il collegio contabile? Carpano non lo esclude, ma il suo giudizio è comunque tranchant: «Non si revoca così disinvoltamente un collegio dei revisori - dice -. Personalmente mi farebbero solo un favore, nel caso però sarei obbligato ad andare in procura. Di fatto l’assemblea è indispensabile per ratificare la revoca del cda e l’eventuale nomina del nuovo. Se poi c’è un fine recondito in quella convocazione, lo scopriremo solo al momento dell’incontro che non avverrà prima di dieci giorni».

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