Il Tirreno

Livorno

“Esposito era presidente, ma la decisione dei capigruppo è vincolante”

Livorno, il segretario generale Ascione conferma il parere, il consigliere M5s chiede tutti gli atti

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LIVORNO. Ieri mattina il cinque stelle Daniele Esposito ha richiesto formalmente copia di tutti gli atti relativi al consiglio comunale di due giorni fa. Consiglio che si è chiuso con la mancata elezione del presidente e che ha visto in pole position proprio Esposito. Il consigliere del Movimento, già vice presidente, ha infatti incassato 16 voti (tutto il gruppo M5S più il sindaco), contro 16 schede bianche (tutte le opposizioni).

Stando al parere scritto espresso ancor prima di votare dal segretario generale del Comune, Giuseppe Ascione, Esposito oggi sarebbe già presidente, in quanto è risultato comunque il più votato («potrà considerarsi eletto – è stata l’interpretazione quello tra i candidati che abbia ottenuto il più alto numero dei voti a prescindere dal numero dei votanti»). In consiglio è stata però decisiva l’interpretazione dello spinoso regolamento da parte dei capigruppo delle diverse forze politiche, che a larghissima maggioranza hanno chiesto che per eleggere l’ arbitro dell’assemblea ci fosse almeno la maggioranza semplice, ovvero il 50% più uno dei votanti.

Una questione tutta tecnica, che si fa sempre più politica. Intanto perché giovedì, con una consigliera di maggioranza assente per gravi motivi personali, l’amministrazione pentastellata si è trovata di fatto isolata, senza più i numeri per governare: il primo assaggio di quella che potrebbe diventare la lunga fase di stallo del consiglio se il sindaco non riuscirà ad allargare i confini della maggioranza ad altre forze politiche.

Ma c’è di più. Ieri il quasi presidente Esposito – che continua comunque ad essere il candidato di punta per la delicata carica istituzionale (che vale circa 3mila euro lordi al mese) – ha richiesto formalmente tutti gli atti del consiglio di due giorni fa.

«È vero – ha confermato ieri al Tirreno – questa mattina ho chiesto al Comune copia dell'audio della conferenza dei capigruppo, del verbale del consiglio comunale, dello streaming e del parere del segretario generale. Non voglio aggiungere altro».

Perché questa richiesta? Cosa accadrebbe se al prossimo giro non fosse eletto? Potrebbe decidere di impugnare la votazione di giovedì alla luce proprio del parere espresso dal segretario generale?

Ieri mattina in municipio correva anche l’ipotesi di presentare una richiesta di interpretazione al prefetto rispetto alla convocazione della nuova seduta del consiglio (la quarta) che servirà per rivotare. Seduta che alla fine dovrebbe comunque essere convocata i primi giorni della prossima settimana.

Sta di fatto che per il parere espresso alla vigilia dal segretario, Esposito sarebbe già presidente. Ascione si è sentito scavalcato? Prenderà provvedimenti? «Ho espresso il mio parere e i capigruppo hanno dato il loro, sono entrambi legittimi», risponde al Tirreno. «Il regolamento – sottolinea con tono pacato – prevede la norma che rende vincolante il parere della conferenza dei capigruppo, quindi per me finisce là, non mi offendo minimamente». Quindi ritiene la decisione presa e la votazione fatta valide? «Quello che ritengo l'ho scritto. Secondo me quella votazione andava valutata in altro modo, però l'opinione della conferenza dei capigruppo è stata differente, è vincolante e il presidente del consiglio in carica si è regolato di conseguenza. Quindi non abbiamo ancora il presidente e andrà fatta necessariamente una nuova seduta del consiglio».

Juna Goti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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