Il Tirreno

Livorno

Urla dei lavoratori in aula Contestato Nogarin

di Juna Goti
Urla dei lavoratori in aula Contestato Nogarin

Il sindaco annuncia la revoca e spara a zero sull’inadeguatezza dei vertici Aamps Le opposizioni: li avete scelti voi. Sul piede di guerra anche gli ex M5S espulsi

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LIVORNO. «Mi corre l’obbligo di comunicare che all’ora di pranzo, con una disposizione sindacale, ho revocato il ruolo di amministratore al dottor Iacomelli, ho accettato le dimissioni dell’avvocato Zanghi e ho revocato Di Gennaro. Nell’arco di 5-6 giorni sarà convocata l’assemblea ordinaria e nominato un nuovo organo di amministrazione». Filippo Nogarin non fa in tempo a finire la frase che al di là della balaustra del consiglio comunale, convocato per eleggere il presidente, partono i fischi e qualche «vergogna».

Ad assistere alla seduta ci sono di nuovo molti lavoratori dell’Aamps, soprattutto precari, corsi in municipio dopo che si è sparsa la notizia di un nuovo cambio alla guida dell’azienda. E intervento dopo intervento cresce la contestazione, comunque senza il caos registrato in sedute precedenti.

Il primo a reagire tra i consiglieri comunali è Alessandro Mazzacca (Livorno libera), neoespulso dal M5S: «Se ne va l’ultimo baluardo per i lavoratori e per Aamps», dice seguito da un applauso. «Si scoprono tutte le carte, sarà vita facile per la liquidazione...».

«Non abbiamo da difendere nessuno – gli fa eco Andrea Raspanti (Bl) – ma vogliamo capire i motivi di questa scelta, che impatta sull’azienda e sulla città». «Ho l’impressione – aggiunge Elisa Amato (Forza Italia) che per lei valga il “con me o contro di me”, “o fate quello che vi si dice o vi si manda via”...». «Si chiama fascismo», gridano dal fondo della sala.

È a quel punto che il sindaco riprende la parola e legge l’atto numero 1233 del 7 gennaio con cui ha silurato il cda di Aamps.

In sala echeggiano i passaggi sulla «incongruenza e inadeguatezza» dell’organo amministrativo «rispetto alla fase concordataria e di risanamento della società» che «richiede un’attitudine professionale diversa da quella posseduta». E ancora: «Le motivazioni addotte dagli amministratori di Aamps, che hanno provocato il ritardo nell’assumere la necessaria determina ex articolo 152 della legge fallimentare, inducono a ritenere che gli stessi non possiedono l’esperienza e le capacità tecniche necessarie per fronteggiare l’attuale stato di crisi».

Il sindaco parla di «sostituzione con uno o più soggetti che abbiano esperienza curricolare specifica», dice che «è necessario un team di professionisti altamente qualificati per l’espletamento degli incombenti relativi alla formazione, attestazione ed omologazione del piano concordatario».

In sala si alzano le grida: «Non siete capaci voi di governare», «ce l’ha presentato il sindaco uno del cda come il nuovo Steve Job», «sono 41 anni che lavoro in azienda, ci viene a parlare lei di curriculum? Si dovrebbe vergognare», gridano alcuni lavoratori e delegati della Rsu. Nei confronti del sindaco volano anche frasi pesanti sul piano personale. La presidente del consiglio interviene, il dibattito riprende.

«Gli amministratori di Aamps non hanno capacità? Ma mica li ho nominati io», incalza Marco Valiani (Lbm): «Oggi avevano preso appuntamento dal notaio per il concordato e revocate il cda? Non siete più in grado di governare l’azienda e la città, dimettetevi».

Anche Raspanti parla di «atto di auto-accusa». «Sarei felice se fosse l’inizio di un passo indietro sul concordato – la buttà invece lì Pietro Caruso (Pd) – altrimenti...sarà la venticinquesima persona che cambiate ai vertici delle partecipate, c’è qualcosa che non va».

I 5 Stelle non intervengono, mentre Mazzacca (Livorno libera) insiste: «È veramente curioso che la revoca dell’incarico al cda sia arrivata proprio prima di depositare la prenotazione di concordato». E dice: «Iacomelli si è sempre mosso nella legalità e anche questa volta ha detto che avrebbe fatto gare ad evidenza pubblica. Piuttosto vorrei chiedere all’assessore Lemmetti dov’è il materiale che aveva annunciato, ovvero lo screening sulla procedura di concordato che avrebbe fatto fare senza aggravio di costi a professionisti del settore».

Poi annuncia querele a chi avesse intenzione di attaccare il gruppo degli espulsi, in particolare Mazzacca stesso, sulle nomine fatte nelle società partecipate, da FarmaLi a Aamps: «Invitai Comparini – riferisce – a mandare il curriculum, in modo trasparente, tutti lo sapevano e la scelta finale non fu certo mia ma del sindaco. Lo stesso vale per Iacomelli e lo dico qui prima che qualche buontempone lo faccia in un’altra sede: abbiamo fatto un incontro con il gruppo di maggioranza, è piaciuto, è qualificato ed è stato scelto, con massima trasparenza, non per bocca mia. Se qualcuno vorrà dire il contrario, lo invito a farlo e sarà servito come si deve».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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