Il Tirreno

Livorno

«Nessun pesce scaduto in negozio»

Parla il titolare della ditta di Collesalvetti, pronto a contestare la multa della Capitaneria

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LIVORNO. «I militari non hanno ritrovato alcune pesce scaduto» spiega Valerio Filie, il titolare dell'omonima pescheria di Collesalvetti, pronto ad impugnare la sanzione da 1.500 euro che gli ha imposto dalla Capitaneria di Porto di Livorno dopo un blitz andato in scena il 30 dicembre. I militari infatti avevano raccontato di aver sanzionato il titolare sia per dei prodotti senza tracciabilità (come infatti è successo) e altri scaduti: aspetto questo che il proprietario dell'esercizio commerciale smentisce.

«Non è stato ritrovato nessun prodotto scaduto» spiega Filie mostrando il verbale dei militari. Ma se questa è una precisazione che premeva fare al titolare, la contestazione per cui ha dato mandato al proprio avvocato riguarda i prodotti ritrovati nella cella frigorifera di cui è impossibile rintracciare la provenienza.

«Il personale della Capitaneria di Porto è arrivato il 30 dicembre, nel bel mezzo delle feste - spiega Filie - Quando uno prova ad avvantaggiarsi con il lavoro, dato il via vai di clienti».

I militari, nel corso dell'operazione soprannominata "Tallone d'Achille", ha riguardato le pescherie di tutta la Toscana e nell'esercizio di Collesalvetti si è concentrata su delle buste di plastica in cui erano conservati alcuni prodotti: calamari, tonno dalle pinne gialle, polpi, branzini, cernie. «Erano borse che avevo messo da parte per dei clienti che erano passati dal negozio per essere sicuri di trovare quel di cui avevano bisogno - riprende il titolare della pescheria - Mi hanno contestato in tutto poco più di ventisette chili di prodotti, quando nella cella frigorifera riesco a contenerne due quintali».

In pratica, spiega il giovane proprietario, in quelle buste c'erano pesci e molluschi suddivisi in base alle richieste: un cliente aveva chiesto di mettere da parte un polpo e un trancio di tonno (per esempio), e Filie li ha tolti dal banco e li ha messi in questa borsa; un altro cliente ha chiesto una cernia e lui ha fatto lo stesso. «E non c'è nessun cambio di temperatura dal banco alla cella frigorifero» continua il proprietario, che baserà la sua contestazione sul fatto che ogni prodotto presente nella sua attività ha regolare fattura e certificazione.

«I polpi che hanno trovati nelle borse di plastica sono gli stessi che ho nelle casse nella cella frigorifera, per cui non mi è stato segnalato nulla visto che è tutto in regola - racconta - Sono gli stessi, li ho solo spostati dalla cassa alla borsa di plastica».

E su queste basi, il proprietario della pescheria di Collesalvetti proverà a farsi ritirare la sanzione.

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