Il Tirreno

Livorno

Cannito si chiama fuori «Nogarin è inaffidabile non entro in giunta»

di Juna Goti
Cannito si chiama fuori «Nogarin è inaffidabile non entro in giunta»

Il leader di Città Diversa respinge il corteggiamento E il coordinatore Pacini rincara: non ci sono le condizioni

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LIVBORNO. «Non accetteremo alcuna carica, né per quanto riguarda il consiglio comunale né per quanto riguarda la giunta». Le frasi di Marco Cannito che mettono ufficialmente la parola fine, almeno per ora, all'allargamento della maggioranza a Città diversa, risuonano nel microfono del consiglio comunale poco dopo che i 5 Stelle hanno annunciato di voler votare come presidente del consiglio comunale Daniele Esposito.

«Non è per la persona», premette Cannito rivolgendosi ai banchi della giunta e a quelli dei penstastellati, ma «state facendo la scelta sbagliata», perché «non sono stati fatti incontri formali tra le forze politiche» e le «decisioni che riguardano cariche istituzionali, come questa, richiedono il rispetto anche delle forme».

Così, ripete il leader di Città Diversa, l'elezione del presidente diventa un «fatto politico», un «problema per l'amministrazione e per la stessa persona – dice riferendosi a Esposito – buttata allo sbaraglio». Quindi annuncia pubblicamente che non accetterà «alcuna carica», seguito dall'applauso dei lavoratori dell'Aamps seduti dietro la balaustra.

Mai, nelle ultime settimane, Cannito era stato così netto di fronte ai chiari segnali di apertura lanciati dal sindaco, che anche ieri, in una intervista al Tirreno, ha gettato funi in direzioni di Città Diversa («Marco Cannito può servire in giunta ma non solo lì», ha detto) e di Buongiorno Livorno. «Questa città è in cerca di rilancio, non abbiamo la presunzione di farcela da soli», ha dichiarato Nogarin al Tirreno con l’intenzione di aprire una nuova fase di dialogo, e sapendo bene di avere i numeri risicati per continuare a governare.

Evidentemente, però, qualcosa nelle trattative con Città diversa si è rotto: Cannito chiedeva qualcosa che il sindaco non ha concesso? Oppure un confronto davvero serio non è mai partito?

Sta di fatto che ieri lo stesso direttivo di Città diversa, «dopo gli incontri richiesti da esponenti dell’amministrazione comunale», ha deciso di intervenire con una nota a firma del coordinatore Alberto Pacini per dire che: 1) «Città diversa si è sempre adoperata nell’interesse esclusivo della città»; 2) «non sussistono le condizioni per partecipare all’allargamento della maggioranza di governo richiesto nella conferenza stampa di fine anno dal sindaco, né per assumere incarichi di giunta da parte del nostro consigliere Cannito».

Ma la politica, si sa, è ballerina: questa è davvero la scelta definitiva? Cannito usa parole durissime: «Riteniamo il sindaco non affidabile e riteniamo che ci sia un malgoverno della città. Se si voleva davvero raddrizzare la situazione, si doveva avviare una discussione sui progetti e non sulle cariche: discussione che fino a oggi non c'è stata». «La nostra – chiude a fianco di Pacini – è una posizione definitiva».

Da ultimo, tra i banchi del consiglio, il capogruppo ha fatto anche un altro annuncio: «Città diversa ha dato mandato ai suoi legali di fare un’indagine su qualsiasi mezzo di comunicazione, a partire dalla Rete, per verificare se ci sono gli estremi per sporgere denuncia per diffamazione nei nostri confronti: non accettiamo che qualcuno scriva che siamo opportunisti, traditori o addirittura ladri, ora basta».

Juna Goti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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