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Travolto e ucciso dall’auto, l’avvocato del conducente: «Non è un pirata, ha chiamato i soccorsi»
Livorno, il legale del giovane arrestato: «Non ha detto subito che era lui alla guida dell’auto perché ha avuto paura, poi ha confessato»
LIVORNO. «Manuele è un ragazzo che lavora per pagarsi gli studi, non è un pirata della strada, non è scappato dopo l’incidente. Quando si è accorto di quello che era successo ha telefonato immediatamente con il proprio cellulare ai carabinieri per allertare i soccorsi. Non ha detto subito che era lui alla guida dell’auto perché ha avuto paura. Poi però ha capito che non avrebbe potuto convivere con un peso del genere e poche ore dopo, davanti ai carabinieri, in modo autonomo ha confessato».
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L’avvocato Gabriele Rondandina, difensore del giovane di 23 anni arrestato e trasferito ai domiciliari dopo aver investito e ucciso Alessio Pianezzoli intorno alle 5 del mattino di mercoledì 6 gennaio, ci tiene ha sottolineare l’aspetto umano della vicenda.
«L’inchiesta e poi l’eventuale processo - va avanti il legale - chiariranno tutti gli aspetti della vicenda. Ad oggi quello che possiamo dire è che è una situazione al limite. Dalla conversazione che ho avuto con il mio cliente mi ha detto di non aver visto il pedone che molto probabilmente camminava sul lato destro del marciapiede, infatti l’impatto è avvenuto su un fianco». Il tasso alcolemico riscontrato sul ventitrenne di sei volte superiore al consentito? «Questo per il momento non ci risulta».
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