Il Tirreno

Livorno

Nogarin: «Una nuova fase per rilanciare Livorno»

di Alessandro Guarducci
 Nogarin: «Una nuova fase per rilanciare Livorno»

Il sindaco pentastellato conferma la volontà di allargare la maggioranza Porte aperte a Buongiorno e Città Diversa. «Il rimpasto di giunta può attendere»

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di Alessandro Guarducci

LIVORNO

Sindaco Nogarin, c’è un presidente del consiglio da eleggere e un assessore da nominare in giunta. Una fase politica delicata per la sua amministrazione.

«Io credo che l'attuale situazione del consiglio comunale sia di grande liquidità, con una configurazione che può portare a varie soluzioni. È vero che abbiamo sempre i numeri per governare, ma rispetto a 18 mesi fa penso si debba incrementare quel rapporto di permeabilità che avevamo subito manifestato ma che ora necessita di un nuovo slancio. Anche le condizioni sociopolitiche sono cambiate da allora. La Lega ha aumentato i consensi in città e c'è il malcontento di alcune aree che prima non erano contemplate».

Dunque, è un momento di svolta.

«Sì. Quello che vorrei trasmettere è la nostra volontà di rafforzare un profondo dialogo con tutte le forze politiche del consiglio. Tutti quanti dobbiamo prendere coscienza che c'è una grande occasione di rilancio per la città e che non si può gettarla al vento. Non ci saranno altre occasioni simili per Livorno, ecco perché dico che la mia giunta è impegnata ad aprirsi maggiormente».

Anche nei confronti del Pd?

«Io mi rivolgo a tutti. Purtroppo devo sottolineare che il Pd è l'unica forza politica sul territorio che fa un'opposizione contro la città».

Il suo è un giudizio pesante. Un esempio?

«Certo. Prendiamo la sanità, che a Livorno ha sofferto nonostante gli ultimi due sindaci - che hanno governato per più di vent'anni - fossero medici. Avrebbero dovuto fare il massimo per portare la città ai vertici della sanità dell'Area costiera, invece Livorno non è riuscita ad ottenere la sede amministrativa della maxi-Asl che avrebbe meritato. Il Pd livornese, in presenza di un governo regionale a guida Pd, dovrebbe fare gli interessi di Livorno, invece di limitarsi a criticare l'operato della nostra giunta. È un atteggiamento miope: cercare di evidenziare solo le presunte incapacità del governo cittadino fa dei danni enormi a Livorno».

Ma il Pd fa la sua opposizione critica.

«Senta, parlando con qualche vecchio politico livornese, di cui non voglio fare i nomi, mi hanno raccontato di quando in passato facevano le “macchinate” per andare a Roma per ottenere qualcosa di favorevole. Andavano un comunista, un socialista e un democristiano e dopo che a Roma avevano ottenuto il meglio per la città, riprendevano a scannarsi appena rientravano a Livorno. Il Pd ora non vuole questo. Io credo che sia invece necessario ritrovare questo spirito e per questo dico che bisogna aprire una nuova fase che rafforzi il dialogo».

Sta parlando anche al Movimento 5 Stelle?

«La mia forza politica ha trovato un equilibrio. Quella compattezza auspicata all'inizio è arrivata solo ora, anche a costo di pagare un prezzo molto caro, ma ora siamo cresciuti e maturati. Dispiace per alcuni che strada facendo hanno perso quello spirito che ci accomunava e che ci ha fatto crescere. Però io auspico che si possa trovare coesione su questioni concrete».

Quindi confida sui voti dei tre fuoriusciti per rafforzare l’ esigua maggioranza che la sostiene?

«Io dico che sui punti del programma di mandato del M5S ci sarà una visione convergente: sono stati eletti sulla base di quel programma e credo che rispetteranno l'impegno preso con gli elettori».

Però resta convinto di allargare l’amministrazione ad altre forze.

«Sì. Non è un caso che non ci sia ancora stato ancora il rimpasto di giunta. L'obbiettivo è infatti quello di coinvolgere altre forze politiche sulla base delle idee e non delle poltrone. Le convergenze vanno cercate sul programma, come abbiamo sempre fatto. È per questo che in giunta ci sono assessori che non appartengono al M5S e altri che sono arrivati dalla società civile».

Insomma, avete bisogno di un sostegno.

«Non stiamo cercando stampelle: non è nelle nostre corde e come ho detto prima, non ne abbiamo neppure bisogno numericamente. Cerchiamo invece di ampliare la maggioranza sulla base di un programma . Per questo ci rivolgiamo a Città Diversa, Buongiorno Livorno e anche a coloro che sono usciti dal gruppo. Lo ripeto, vogliamo innalzare il livello del dibattito politico e ho fiducia in ulteriori convergenze alla conclusione di questa fase di dialogo costruttivo».

Però non potrà tenere aperto troppo a lungo questo confronto...

«Ci sono incontri, riunioni, confronti continui: stiamo discutendo su obbiettivi a medio-lungo termine, entro un paio di mesi al massimo la nuova giunta sarà portata a compimento».

In questa partita rientra anche l’elezione del presidente del consiglio, vero?

«Il presidente del consiglio che sarà eletto domani (oggi, ndr) potrebbe non essere il presidente dei prossimi tre anni. Non c'è nulla di irreversibile: vogliamo mantenere la liquidità del dibattito, tutto è ancora aperto».

Allora, in attesa di nuove alleanze che potrebbero portare anche un nuovo presidente, pare di capire che per ora sarà eletto un esponente del gruppo M5S: Marchetti, Galli o Esposito?

«I nomi sono quelli, ma davvero può succedere ancora di tutto. Non abbiamo preso alcuna decisione e credo che la situazione rimarrà incerta fino all'ultimo. Anzi, potrebbero esserci sorprese».

Dica la verità: lei avrebbe voluto Marco Bruciati..

«Volevamo proseguire con Giovanna Cepparello. Poi i nostri desiderata sono stati per Marco Bruciati, per confermare la presidenza a Buongiorno Livorno e per il fatto che in consiglio comunale si è guadagnato grande stima e fiducia».

Ma Bruciati le ha detto di no.

«Non è vero. Mi ha risposto che è necessario inserire la questione in un percorso più ampio. C'è bisogno di fare un po’ di strada insieme e non possono bastano le poche ore che dividono dal voto di domani (oggi, ndr). Vedremo più in là».

Per il nuovo assessore, il nome più gettonato è quello del capogruppo di Città Diversa.

«Marco Cannito può servire in giunta ma non solo lì. Ripeto, tutto è ancora fluido».

Insomma, lei pensa a un governo composto da M5S, Città Diversa e Buongiorno

«Lo ribadisco, mi rivolgo a tutte forze politiche del territorio con le quali instaurare un nuovo rapporto. Potevamo farlo prima, sicuramente ci sono stati degli errori da parte nostra, ma eravamo così tanto impegnati a prendere la guida di una macchina con tanti problemi che forse abbiamo sottovalutato questo aspetto. Ora siamo pronti a offrire una qualità di dialogo migliore. Questa città è in cerca di rilancio: noi non abbiamo la presunzione di farcela da soli. Insieme, invece, sono sicuro che ce la faremo. Serve una nuova fase che cancelli le divisioni di una perenne campagna elettorale: Livorno oggi ha bisogno di smarcarsi dalle casacche».

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