Il Tirreno

Livorno

Aamps, il sindaco revoca l'incarico al presidente Iacomelli

Giulio Corsi
Aldo Iacomelli
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Aldo Iacomelli

Il sindaco Nogarin ha rotto gli indugi e ha mandato a casa quanto resta del consiglio d'amministrazione dell'ex municipalizzata dopo le dimissioni di Zanghi. Con il cda aveva in corso un durissimo scontro su concordato e assunzione dei precari

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[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12736779:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/01/07/news/urla-in-consiglio-contro-nogarin-1.12736779]]LIVORNO. Aldo Iacomelli non è più il presidente di Aamps. Nella mattina di giovedì 7 gennaio gli è stato revocato l'incarico. Insieme a Iacomelli è saltato (per la seconda volta) anche il consigliere Marco Di Gennaro.

Nel pomeriggio di giovedi era in programma il cda che avrebbe dovuto dare il via libera al concordato, deciso dall'amministrazione Nogarin ma mai condiviso a pieno dal consiglio di amministrazione dell'azienda che aveva invece auspicato una ristrutturazIone del debito. Paradossalmente il siluramento del cda va a bloccare o almeno a ritardare proprio il concordato. 

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12736969:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/01/07/news/cinque-stelle-senza-maggioranza-il-presidente-del-consiglio-comunale-non-c-e-1.12736969]]La guida di Aamps da adesso è nelle mani del presidente del collegio sindacale Francesco Carpano.

La presidenza Iacomelli è durata 9 mesi, un record nella gestione di Aamps sotto i Cinque Stelle. Prima di lui erano già saltati il direttore generale Fommei (confermato da Nogarin nell'estate 2014 e estromesso a gennaio 2015; ma lo stesso Fommei tiene a precisare con una nota come l'interruzione del suo rapporto di lavoro con Aamps "abbia conosciuto invece una modalità assai fisiologica in ambito privatistico quale quella della cosiddetta risoluzione consensuale, regolarmente convalidata presso il competente ufficio della direzione territoriale del lavoro di Livorno), l'amministratore unico Di Gennaro (nominato a luglio 2014, mandato via a gennaio 2015, ma poi reintegrato nel cda dopo tre mesi), il consulente Marzovilla (in sella per tre mesi).

Di fatto però Iacomelli - arrivato in via dell'Artigianato il primo aprile 2015 - ha potuto lavorare sulla politica dei rifiuti solo nel primo periodo della sua presidenza. Dall'estate infatti l'attenzione dell'azienda e dell'amministrazione comunale in tema ambientale si è concentrata esclusivamente sulle condizioni finanziarie ed economiche di Aamps.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12736892:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/caso-aamps-nogarin-contestato-in-consiglio-comunale/55811/57017]]

Iacomelli paga la sua posizione mai convinta sulla scelta del concordato, ma soprattutto il freno tirato sull'assunzione dei precari. L'assunzione era stata chiesta proprio da lui a settembre 2014, quando non era però all'orizzonte l'ipotesi di portare i libri di Aamps in tribunale, decisione presa a sorpresa dall'amministrazione comunale nell'assemblea dei soci del primo dicembre. A quel punto la situazione giuridica è cambiata completamente: i revisori dei conti hanno ripetutamente ammonito il cda a non procedere con le stabilizzazioni, ritenendo che non fossero compatibili il concordato e le 33 assunzioni. Iacomelli si è trovato stretto tra l'incudine e il martello, da una parte Nogarin che gli imponeva di assumere (ma con un solo atto di indirizzo politico della giunta, non corredato dai pareri tecnici dei dirigenti comunali), dall'altra i revisori che lo mettevano in guardia di conseguenze patrimoniali e penali.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12736855:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/01/07/news/cannito-non-accettero-incarichi-1.12736855]]I dubbi del cda hanno creato una tensione crescente tra il sindaco e il gruppo di maggioranza da una parte e il cda aziendale dall'altra, fino alla revoca dell'incarico, preceduta una settimana fa dalle dimissioni dell'altro membro del cda, Francesca Zanghi, avvocato di Nogarin, date in aperta polemica col sindaco e in sostegno ai colleghi di Aamps.

Secondo alcuni osservatori non sarebbe casuale la tempistica del siluramento, avvenuto poche ore prima del consiglio comunale che dovrà decidere il nuovo presidente, contribuendo forse ad un allargamento della maggioranza alla lista civica Città Diversa, il cui capogruppo Marco Cannito si è fortemente dichiarato contrario al concordato. Aver fatto fuori il cda di Aamps proprio nel giorno in cui esso avrebbe deliberato per il concordato potrebbe, secondo alcuni, andare proprio nella direzione di un'apertura a Cannito.     

DALL'ARCHIVIO DEL TIRRENO: AAMPS STORY

ECCO LA REVOCA FIRMATA DAL SINDACO NOGARIN

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