Il Tirreno

Livorno

Addio a Gino, il vigile del fuoco che fece grande lo sport

Addio a Gino, il vigile del fuoco che fece grande lo sport

Luigi Patanella si è spento lunedì a 85 anni, ieri i funerali «Portò a Livorno i grandi giocatori della pallavolo»

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LIVORNO. Una folla commossa ha dato ieri l’ultimo saluto a Gino, al secolo Luigi Patanella, vigile del fuoco e grande sportivo conosciuto da molti in città. Una figura attiva, capace di spaziare dal canottaggio alla lotta romana, senza dimenticare quella pallavolo che anche grazie a lui ha raggiunto vette mai immaginate prima. Figura di spicco del gruppo sportivo “Corrado Tomei”: per lunghi anni segretario generale di tutte le sezioni sportive del comando e uno dei fondatori della sezione canottaggio a metà degli anni ‘60.

Patanella si è spento lunedì all’età di 85 anni. Ieri si sono svolti i funerali nella chiesa di San Benedetto, in piazza XX Settembre, a cui hanno partecipato oltre ai parenti e ad una folta rappresentanza dei vigili del fuoco, anche gli amici di una vita. Tra questi anche Fabrizio Ceccherini, a lungo comandante provinciale dei vigili del fuoco di Livorno, che ha voluto dedicare una lettera a Patanella, dal titolo «In memoria di un amico».

«Dirigente, segretario, animatore e tifoso per oltre 40 anni del gruppo sportivo Tomei che con lui ha raggiunto inimmaginabili traguardi di eccellenza in alcune discipline importanti» scrive Ceccherini. Su tutte, ovviamente, resta il ricordo delle imprese della pallavolo.

«Come dimenticare infatti che proprio con lui sono arrivati a Livorno alcuni tra i più grandi giocatori italiani nonché stranieri come argentini, cubani, americani e russi che poi nella loro maturità hanno mietuto successi mondiali da stelle di prima grandezza su tutti i campi internazionali - scrive l’ex comandante - Chi ha vissuto con lui l’entusiasmo di quel clima euforico di consapevolezza e di successo sportivo, al di là delle singole vittorie ed occasionali sconfitte, non può dimenticare la modestia di un uomo votato da una incrollabile determinazione a superare tutti gli ostacoli con la forza della propria volontà, fedeltà e disinteressata capacità organizzativa. Grande Gino. Non lasci un vuoto incolmabile solo in noi che ti siamo stati amici, ma in tutto lo sport italiano, perché dirigenti aperti, disponibili e competenti come tu sei stato sono un patrimonio raro e prezioso in tutti i tempi».

Ricordi di grandi vittorie, di trionfi insperati e di un gruppo molto legato che trovava uno dei suoi epicentri proprio in Patanella. «Addio Gino, caro superbo maestro sui campi sportivi ed indimenticabile amico di vita» conclude Ceccherini.

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