Il Tirreno

Livorno

Addio a Luigi Patanella, vigile del fuoco e grande sportivo

A sinistra Luigi Patanella
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A sinistra Luigi Patanella

E' stato per oltre 40 anni una delle colonne del gruppo sportivo Vvf Tomei e uno dei fondatori della sezione canottaggio del comando a metà degli anni ‘60. I funerali oggi martedì 5 gennaio

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LIVORNO. Il giorno 4 gennaio è deceduto il capo reparto dei vigili del fuoco di Livorno, Luigi Patanella (“Gino” per chi lo conosceva), figura di spicco del gruppo sportivo “Corrado Tomei”. Per lunghi anni segretario generale di tutte le sezioni sportive del comando e uno dei fondatori della sezione canottaggio a metà degli anni ‘60.

Insieme con il presidente del g.s., Fabrizio Ceccherini, ha contribuito all’ottenimento di prestigiosi risultati in campo nazionale (campionato di serie “A”) con la squadra di pallavolo.

La funzione religiosa avrà luogo alle 15 di oggi martedì 5 gennaio alla chiesa di San Benedetto, in piazza XX Settembre.

In ricordo dell’amico e collega Gino, che se ne va all'età di 85 anni, ecco un pensiero dell’ ingegner Ceccherini, a lungo comandante provinciale dei vigili del fuoco di Livorno.

Il ricordo. "In memoria di un amico" di Fabrizio Ceccherini: “Oltre il ricordo istituzionale, assai più significativo per tutti i livornesi ed uomini di sport è ricordare la figura del mitico "Gino": dirigente, segretario, animatore e tifoso per oltre 40 anni del gruppo sportivo VVF Tomei che con lui ha raggiunto inimmaginabili traguardi di eccellenza in alcune discipline importanti come Canottaggio, Lotta Libera e Greco-romana, Pesistica ed infine la Pallavolo mantenuta ai livelli della Serie A per una decina di anni. Come dimenticare infatti che proprio con lui sono arrivati a Livorno alcuni tra i più grandi giocatori italiani nonché stranieri come Argentini, Cubani, Americani e Russi che poi nella loro maturità hanno mietuto successi mondiali da stelle di prima grandezza su tutti i campi internazionali.

Chi ha vissuto con lui l'entusiasmo di quel clima euforico di consapevolezza e di successo sportivo, al di là delle singole vittorie ed occasionali sconfitte, non può dimenticare la modestia di un uomo votato da una incrollabile determinazione a superare tutti gli ostacoli con la forza della propria volontà, fedeltà e disinteressata capacità organizzativa. Grande Gino. Non lasci un vuoto incolmabile solo in noi che ti siamo stati amici, ma in tutto lo sport italiano, perché dirigenti aperti, disponibili e competenti come tu sei stato sono un patrimonio raro e prezioso in tutti i tempi. Addio Gino, caro superbo maestro sui campi sportivi ed indimenticabile amico di vita".

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di Redazione web