Gioco
Sfrattati occupano l’asilo Quattro Stagioni
Corso Amedeo, entrano nei locali del Comune sette famiglie già protagoniste del blitz a Monterotondo
LIVORNO. La spinosa situazione dell’emergenza casa si arricchisce di un nuovo capitolo nel segno della disperazione di chi non riesce a trovare un tetto per la propria esistenza: un gruppo di sette famiglie ha occupato la palazzina di corso Amedeo dove ha sede la scuola comunale d’infanzia Quattro Stagioni.
«Siamo gli ex di Monterotondo», racconta una di loro, dopo che questa occupazione è stata annunciata via Facebook con un post finito sui social poco dopo le ore 22 accompagnato da una foto che mostra due persone alla finestra del piano terra mentre dalla balconata del primo piano scende giù il lenzuolo-striscione sul quale è scritto “Occupazione comitato sfrattati ex Asl”.
Già, perché questa vicenda è figlia di un’altra occupazione: quella di Monterotondo. Basta tornare indietro all’ultima settimana di novembre per scovare negli archivi delle cronache – quasi in contemporanea con l’occupazione dell’ex centro civico della circoscrizione 3 in via Corsica – l’arrivo degli sfrattati, passando da una finestra del retro, dentro villa Rodocanacchi, ex struttura ospedaliera e ex sede della direzione Asl, che risultava off limits da anni visto che il quartier generale degli uffici dell’azienda sanitaria erano stati spostati in viale Alfieri e questa proprietà era finita nella lista delle cose da vendere per trovare i soldi per pagare il nuovo ospedale ai piedi di Montenero (prima che il M5S vincesse le elezioni e quest’idea venisse cancellata).
Ma quell’occupazione – raccontano i protagonisti – era stata fatta rientrare dalla reazione delle autorità: di fatto era stata staccata l’energia elettrica e non era semplice gestire la cosa con tre bambini piccoli in una situazione del genere.
Per un po’ hanno fatto capo all’ex struttura Asl di via San Gaetano, anch’essa occupata (dalla metà di settembre): ma – precisa una delle occupanti – il sovraffollamento era tale da rendere la vita impossibile («finivamo per dormire nei corridoi, accampati alla bell’e meglio»).
Ecco perché un gruppo di sette famiglie, che pure fa riferimento a quest’esperienza di lotta per la casa, di staccarsi dall’occupazione di via San Gaetano e andare a occupare un’altra struttura.
Già nel novembre scorso avevano spiegato dalle colonne del Tirreno di essere «famiglie rimaste senza lavoro e hanno avuto uno sfratto per morosità incolpevole». E poi: «Qualcuno di noi viveva da amici, altri su una barca, altri in macchina. Ma con l’arrivo del freddo non possiamo più fare questa vita, vogliamo semplicemente una casa, qualcosa di dignitoso. Sappiamo che non è giusto stare dentro una struttura come questa, ma non abbiamo alternativa».
E adesso con la probabile fine della fase più mite dell’inverno, visto l’annuncio dell’arrivo di una ondata di freddo, ecco che questo gruppo di famiglie in difficoltà ha deciso di andare a occupare i locali comunali di una scuola materna.
È da interpretare come il segno della disperazione al quale è arrivata l’emergenza: del resto, storicamente Livorno è una delle città italiane dove più alta è la percentuale di famiglie sfrattate rispetto al numero di abitanti. Anzi, secondo il dossier del sindacato inquilini Sunia se prendiamo in esame solo i casi di affitto da proprietari privati, a Livorno si conta in pratica uno sfratto ogni trenta famiglie “sfrattabili”. Un record da far tremare i polsi.(ma.zuc.)
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