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I campanelli d’allarme e la diagnosi precoce - La guida

Ubaldo Bonuccelli
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Ubaldo Bonuccelli

Il professor Ubaldo Bonuccelli, direttore di Neurologia a Pisa, spiega come provare a individuare campanelli d’allarme delle malattie neurodegenerative

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Il professor Ubaldo Bonuccelli, direttore di Neurologia a Pisa, spiega come provare a individuare campanelli d’allarme delle malattie neurodegenerative.

Professor Bonuccelli, che cos’è l’Alzheimer? «È una malattia degenerativa che colpisce soprattutto i neuroni della corteccia e di alcuni nuclei profondi del cervello. In particolare delle strutture lobo-temporali. Si manifesta con disturbi della memoria che poi si allargano a comprendere il linguaggio, la capacità di risolvere i problemi, fino a coinvolgere tutte le funzioni cognitive. È la più importante e diffusa delle demenze».

Che cosa si intende per demenze? «Sono patologie che si manifestano con la perdita delle funzioni e delle abilità cognitive e intellettive».

Quali sono le altre demenze, oltre l’Alzheimer? «Le più frequenti sono la demenza fronto-temporale che si può manifestare con sintomi diversi; poi c’è la demenza a Corpi di Lewy. In media costituiscono il 30% delle patologie neurodegenerative indicato sotto la categoria Alzheimer; il 70% è Alzheimer in senso stretto».

Come si manifesta la demenza fronto-temporale? «Quando prevale o un comportamento di apatia-depressione o di disinibizione e ilarità: il paziente si mostra su di giri. I malati hanno problemi di linguaggio, sbagliano le parole, non capiscono bene quello che viene loro detto. E, poi, viene meno la capacità di previsione delle reazioni. Le azioni sono dettate dallo stato d’animo del momento: c’è un discontrollo emozionale. Inoltre ci sono stati di agitazione frequenti. Fra l’altro spesso in queste persone, soprattutto se con più di 60 anni, la demenza si accompagna a disfunzioni vascolari».

E la demenza a Corpi di Lewy? «Spesso presenta le lesioni tipiche del Parkinson. Non è raro che si presenti con questa patologia».

Lei parla di Parkinson e parkinsonismi: qual è la differenza? «In entrambi i casi c’è sempre una degenerazione dei neuroni, ma i pazienti affetti da Parkinson rispondono alla terapia con la dopamina. Al contrario, nei casi di parkinsonismi, si assiste alla degenerazione di altri sistemi oltre a quello neurologico, infatti si parla anche di Parkinson plus, e questo impedisce la piena efficacia della terapia a base di dopamina».

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Ma come si distinguono Parkinson e parkinsonismi? «Ci vuole un buon clinico che riconosca i sintomi, oltre a esami specifici come risonanza e Pet. Comunque, nella paralisi sopranucleare progressiva, il paziente mostra instabilità e possono verificarsi improvvise cadute a terra; nella atrofia multisistemica, il sintomo più evidente è l’ipotensione ortostatica: ti si abbassa bruscamente la pressione; anche la stipsi (stitichezza) ostinata può essere un sintomo».

Lei insiste sull’importanza della diagnosi precoce. Si è forse assistito negli anni a una manifestazione anticipata di queste patologie? «Ci sono forme di malattia a esordio cosiddetto giovanile. Tuttavia non possiamo dire che in passato non esistessero: semmai possiamo dire che oggi è migliorata la capacità di diagnosi. Per il Parkinson ha contribuito la lista di criteri guida stilati dagli inglesi nel 1988. Uno studio ha dimostrato che, a dieci anni da questa guida, la percentuale di diagnosi corretta di Parkinson era aumentata del 12%».

A Pisa esistono ambulatori per la cura e la diagnosi precoce. Ma cosa dovrebbe fare scattare il campanello d’allarme per l’Alzheimer? «Per l’Alzheimer al momento non sono stati identificati sintomi precoci particolari. Purtroppo, l’allarme scatta quando siamo già in presenza di disturbi della memoria, di difficoltà a trovare le parole per comporre un discorso».

Lo stesso vale per il Parkinson? «No. Ci sono più segnali. Per il Parkinson, rivelatrice può essere la difficoltà a sentire gli odori; un altro segnale sono i sogni vivaci e i disturbi del sonno Rem: quando una persona si agita, grida nel sonno non deve sottovalutare il sintomo; poi ci sono depressione e calo improvviso e abnorme della pressione, con conseguenti cadute» (il.bo.)

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