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Furti, scippi e borseggi sono l’incubo dei livornesi
Livorno, ma secondo i dati polizia i crimini nel 2015 sono in calo rispetto all’anno precedente. In aumento i reati legati a droga ed estorsioni
LIVORNO. A volte la realtà è diversa da quella che sembra. Un primo sguardo infatti potrebbe far credere che Livorno sia una città dove i furti sono in crescita, in cui il disagio sociale induce alla criminalità, ma i numeri forniti dalla Questura legati al 2015 danno un’immagine ben differente. Sia in città che in provincia, infatti, i reati sono in calo: del 10,7 per cento nel primo caso e del 6,8 nel secondo. Anche se ai livornesi non sembra affatto che le cose stiano così. «È una questione di percezione, che capisco benissimo - spiega il questore Orazio D’Anna - Ormai furti e danni sono all’ordine del giorno e la gente avverte il pericolo. Ma dobbiamo stare attenti a non sentirci malati anche noi quando è il vicino malato».
Questo dice la diagnosi della città fornita dai numeri della Questura: calo dei furti sia in appartamento (dai 378 nel 2014 siamo passati ai 265 dell’anno scorso) sia nei negozi (da 488 a 434), diminuiscono gli scippi (da 51 a 43) e i furti di scooter (da 737 a 541) e delle auto (da 128 a 90). Controtendenza invece i borseggi (aumentati quasi del 20 per cento): un dato che fa intendere una trasformazione stessa delle tecniche utilizzate dai ladri, divenuti molto più abili a rubare (sia in strada che nelle case) senza lasciar traccia, abbandonando invece i metodi violenti. Anche qui sono i numeri a dirlo: perché se da una parte le rapine in generale (a negozi, banche, uffici postali) sono in calo dell’8 per cento, dall’altra è significativo il dato sulle rapine negli appartamenti, scese dalle 13 del 2014 alle 6 del 2014. «Sono furti finiti male» spiega infatti D’Anna, che ammette di avere ancora molto lavoro da fare.
Cambiano tipologie di crimini, troviamo notizie sia positive che negative. Tra le prime, il drastico calo dei reati legati alla prostituzione e alla pornografia minorile (scesi da 12 a 2), mentre sono in aumento le risse (salite dell’8,5 per cento), le denunce legate al mondo della droga (da 119 a 139) e le estorsioni (aumentate del 27 per cento). Un capitolo a parte la merita i 16 daspo emessi nei confronti dei tifosi amaranto, di cui ben 13 sono arrivati prima delle partite. Portiamo avanti un’attività preventiva che in futuro si amplificherà» spiega il questore. Anche allargando lo sguardo su tutta la provincia i numeri sembrano incoraggianti: calano le minacce, le violenze sessuali (da 29 a 13) e altri tipi di reati. Ma il discorso cambia se parliamo di furti negli appartamenti la situazione è opposta, perché non solo c’è un aumento generale (del 7,6 per cento), ma notiamo anche che più ci si allontana dal capoluogo più aumentano i casi: dal 13,7 per cento in più di Rosignano fino al 95 per cento in più di Piombino.
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