Il Tirreno

Livorno

Via alle manutenzioni ma Livorno resta fuori

di Giulio Corsi

Spaccatura sui canoni: gli altri Comuni li lasciano a Casalp, il nostro decide di incassarli Con quella cifra si ripristineranno un centinaio di alloggi, ma saranno esclusi quelli in città

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LIVORNO. Un centinaio di case popolari sparse su tutta la provincia saranno finalmente ristrutturate. Tra queste però non ci saranno alloggi collocati nella nostra città. I ripristini avverrano grazie ai canoni che Casalp riscuote dagli assegnatari degli appartamenti e che dovrebbe girare ai Comuni del territorio, ma che gli stessi Comuni (a parte quello di Livorno) hanno deciso di non incassare lasciandoli sul conto corrente dell’ente gestore e destinandoli alle ristrutturazioni.

«Abbiamo fatto mettere a verbale che in quel pacchetto non vengano ripristinati appartamenti livornesi, poiché quella di Livorno è l’unica amministrazione che ha deciso di non rinunciare a quei soldi nel 2015 e intende tenerli nel suo bilancio», spiega Donatella Fantozzi, assessore alla casa del Comune di Collesalvetti.

La frattura, l’ennesima nell’ambito delle politiche abitative tra Comune di Livorno e il resto dei Comuni della provincia, si è creata durante l’assemblea dei soci di Casalp di lunedì scorso, quella che ha deliberato all’unanimità di abbassare lo stipendio alla presidente Soriani, ma anche quella che ha approvato - dopo 22 mesi di stallo - il nuovo contratto di servizio che regolerà i rapporti tra Casalp e comuni soci.

Se il rinnovo del contratto è un segnale positivo, questa divergenza tra palazzo civico - che di Casalp è socio di maggioranza col 74% - e gli altri Comuni conferma una vision assai diversa sul ruolo strategico della società di viale Ippolito Nievo, ben evidenziato anche dal contemporaneo stanziamento in autonomia da parte dell’amministrazione Nogarin di 340mila euro per il ripristino di tre appartamenti livornesi avvenuto con delibera di giunta in settimana (ne parliamo nel box in alto). «E' stata fatta questa scelta per completare al più presto i lavori e quindi per rispondere più velocemente alle necessità di chi è senza una casa», ha spiegato l’assessore Dhimgjini, parole che sollevano almeno qualche dubbio sulla fiducia da parte di palazzo civico in merito alla tempistica e all’efficienza di Casalp.

«Le condizioni economiche di Casalp non permettono di effettuare i cosidetti ripristini, vale a dire quelle manutenzioni previste dalla legge tra la fine di un’assegnazione e l’inizio di quella successiva - ha aggiunto la Fantozzi -. A Collesalvetti abbiamo due appartamenti vuoti da 8 mesi e una lista lunghissima di aventi diritto, ma non posso procedere ad assegnare quelle due case perché Casalp non effettua il ripristino post-liberazione. In questa situazione su tutto il territorio provinciale ci sono 130 alloggi vuoti e inutilizzabili, perché la società non ha soldi per intervenire sui ripristini».

Quel problema sarà in buona parte risolto sulla provincia, dall’Elba a Piombino fino a Cecina e Collesalvetti, poiché un centinaio di appartamenti saranno rimessi in utilizzo grazie ai canoni di tutti i Comuni (a parte Livorno) che resteranno a Casalp per i ripristini. Considerando tuttavia che su 8400 alloggi popolari, oltre 6000 sono collocati in città, è chiaro che la questione a Livorno rimarrà dolente.

«Non siamo un Comune come Collesalvetti - ha replicato la Dhimgjini, confermando la scelta del 2015 ma aprendo una porta sull’anno prossimo -. Abbiamo questioni di bilancio legate al patto di stabilità, ma nel 2016 inizierà un percorso di graduale studio su questo fronte. Preferiamo fare le cose per bene, ma con calma. Purtroppo il vero problema su questo fronte sono le politiche non futuribili della Regione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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