Gioco
«I precari vanno assunti il sindaco l’ha promesso»
Il capogruppo Batini per ora non si dimette dal consiglio come aveva detto in aula I contratti scadono il 31. «L’indirizzo politico è chiaro: stiamo lavorando, poi valuterò»
LIVORNO. L'11 dicembre, in consiglio comunale, di fronte a decine di lavoratori dell'Aamps, aveva detto al microfono queste parole: «Quello che posso fare da capogruppo in favore dei 40 precari, è rassegnare le mie dimissioni nel caso in cui il entro il 30/12 non vengano assunti. Non dimissioni da capogruppo, ma da consigliere comunale». Un impegno chiaro, forte, anche rischioso. Ma il 2015 è passato, i 39 precari non sono ancora stati assunti (per la verità in ballo c’è una stabilizzazione per 33) e il capogruppo dei 5 Stelle, Alessio Batini, risulta al suo posto.
Così dagli avversari politici, con in testa Marco Valiani, è partito il pressing: «Aveva anche detto che una cosa detta in streaming ha valore contrattuale», ricorda l’ex grillino prima di lanciare un tic-tac via social. Tutto mentre alcuni lavoratori hanno fatto circolare il contenuto delle chat in cui venivano rassicurati e chiedono il rispetto delle promesse.
Batini, i contratti non sono stati firmati entro dicembre: cosa farà?
«Sto continuando a lavorare per i precari, a portare avanti l'impegno che mi sono preso. Il 31 dicembre, mentre tutti erano a comprare le bottiglie di champagne, io ero in Aamps a parlare con il presidente Iacomelli. A livello politico abbiamo fatto il massimo, ora - sono parole dello stesso Iacomelli - c'è da intraprendere un percorso tecnico, da risolvere i problemi tecnici prima che il 31 gennaio scadano i contratti di questi ragazzi. Insomma, l'input della politica è stato di assumerli: per quanto mi riguarda sto valutando tutto, ma non vedo ancora persa la battaglia, anzi, stiamo continuando a combattere».
Vuol dire che non si dimette?
«Vuol dire che ho preso l'impegno di far assumere i precari e lotterò finché non firmeranno i contratti. È giusto che vengano stabilizzati, se lo meritano, stiamo parlando di ragazzi che negli ultimi anni hanno fatto il lavoro peggiore. Quando avrò portato a termine questa battaglia insieme al gruppo, al sindaco e al cda di Aamps, potrò anche pensare di smettere. Ma sono sicuro che saranno stabilizzati: il 31 dicembre Iacomelli mi ha confermato che sta facendo tutto il possibile per assumerli nel più breve tempo possibile. Gli aspetti tecnici richiedono sempre un po' più di tempo di quelli politici».
E se non venissero assunti?
«Non ci credo, non ci voglio nemmeno pensare. Se non venissero assunti, le mie dimissioni sarebbero il problema minore. Cascherebbe…». Un attimo di silenzio, cerca le parole: «Cascherebbe una politica di giustizia, un principio che non deve cadere, non varrebbe più neanche la pena di fare politica». Poi riprende: «Non vedo perché non dovrebbero essere assunti quando c'è comunque un indirizzo politico chiaro: avete letto le delibere della giunta e le lettere del sindaco a Iacomelli?».
Il problema, secondo i revisori di Aamps, è che quegli atti non sono supportati da una base tecnica.
«È vero. Ma Iacomelli, a quanto mi ha detto, sta lavorando risolvere le questioni tecniche, per capire come assumerli il prima possibile».
Quindi vi aspettate che sia tutto a posto entro il 31 gennaio?
«Il M5S si aspetta che i precari vengano assunti il prima possibile. È chiaro che il 31 gennaio scadono i contratti, ma vorrei che la situazione fosse risolta già in settimana. E che passasse il messaggio che non sono le dimissioni di Batini il punto cruciale, come qualcuno scrive».
Certo, ma sa di fare parte di una forza che punta sulla coerenza, non è strano che qualcuno chieda il conto.
«Le cose che leggo rispetto all'attaccamento alla poltrona mi fanno ridere: fare il consigliere comunale a Livorno non porta a un guadagno economica o nello stile di vita, anzi. Non credo sia un problema se invece di dimettermi oggi, porto avanti il lavoro per i precari fino alla loro assunzione e poi ci penso. Se fossi un parlamentare che guadagna 10mila euro al mese potrei anche dare ragione a chi mi sta criticando, ma non è così. Finché non saranno assunti continuerò a lottare, poi valuterò il da farsi: se deciderò che non posso più reggere la pressione, farò un passo indietro. In quel caso dopo di me c’è un altro M5S pronto ad entrare, Daniele Ceselli».
E dopo c’è la compagna di Valiani... Ma perché parlare di dimissioni quando sa bene che la maggioranza non potrebbe permettersele?
«Le mie parole in consiglio sono state un rafforzativo della posizione del sindaco. Secondo me un sindaco che davanti alla città promette di fare il massimo per assumere quaranta precari, poi ha l'obbligo di farlo. Questa è la politica che piace a me».
Il sindaco ha promesso, ma neanche i dirigenti comunali hanno firmato gli atti.
«La politica deve essere così brava da far sì che la base tecnica la segua. Il sindaco ha promesso, non ci sono mezze misure. Un sindaco che promette e poi non fa, non può essere il mio sindaco: ho visto come ha lavorato Filippo (Nogarin, ndr) nell'ultimo mese, come si sta impegnando per risolvere la situazione. Ora qualcuno ci dipinge come dei bugiardi, ma posso assicurare che stiamo facendo di tutto per risolvere la situazione. Per questo dico che sono sicuro che i lavoratori saranno stabilizzati».
Il gruppo consiliare e il M5S si fidano ancora del Cda?
Un attimo di silenzio: «È chiaro che quando il 29 dicembre sono venuto via dall'assemblea dei soci, ero sicuro che il cda si sarebbe messo subito al lavoro per modificare i contratti entro un paio di giorni. Non dico che ho mancanza di fiducia, ma la struttura è piramidale, in cima ci sono il sindaco e la giunta che danno l'input e l'amministratore deve fare quello che vuole il sindaco».
Però i revisori hanno diffidato il Cda, dicono che le assunzioni non sono compatibili con il concordato, che potrebbe risponderne alla corte dei conti.
«Secondo me se i professionisti si mettono al tavolo con la voglia di risolvere un problema, alla fine ci riescono. Da parte del M5S c'è la massima disponibilità, il cda sta lavorando. Iacomelli mi ha detto: “l'input politico è chiaro, ma permetteteci di lavorare per portare in porto la situazione”. È quello che chiediamo».
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