Gioco
Aurigi: ora bisogna rimodulare le 4 aree-cerniera fra porto e città
Nel dossier dell’assessore anche gli orti urbani e la sistemazione della fascia degli annessi agricoli Occhi puntati sull’Esselunga («è una rigenerazione urbana») e sul nuovo Prg («pronto nel 2016»)
LIVORNO. Il progetto dell'Esselunga all'ex Fiat era finito sotto i riflettori nella conferenza stampa di fine anno del 2014 come emblema della svolta a Cinque Stelle ma poi la concretizzazione non si era vista. Adesso l'assessore Alessandro Aurigi parte proprio da qui, dal caso del big dell’ex Fiat, in un interminabile report di quasi 600 righe, per dire quel che ha fatto sul fronte dell'urbanistica e dei lavori pubblici. Macché Esselunga nel freezer, anzi Aurigi rivendica che a novembre la giunta ha avviato il procedimento per l'approvazione del piano di recupero d'iniziativa privata per la riqualificazione dell'area ex Fiat di viale Petrarca. Il lungo periodo preparatorio? E' stato speso in «una complessa istruttoria da parte degli uffici che ha visto coinvolti non solo il settore della pianificazione territoriale ma anche gli uffici della mobilità, dello sviluppo del territorio, dell'ambiente, del commercio e della polizia municipale».
Aurigi dice che non si tratta solo dell'ok a un big dei supermercati ma è una «rigenerazione urbana dell'area attualmente connotata come area artigianale e produttiva, inutilizzata da circa 15 anni e in condizioni di pesante degrado» e rivendica che si arriverà alla «realizzazione di un parco urbano e parcheggi ad uso pubblico» con «il miglioramento e la razionalizzazione della viabilità, senza ulteriore impegno di suolo non edificato».
Le cifre sono già saltate fuori nella conferenza pre-natalizia del sindaco Nogarin: 4mila metri quadri di superficie di vendita («con ricadute di notevole rilievo sul piano occupazionale ed economico»), 700 posti auto in parcheggi ad uso pubblico, 5mila metri quadri di verde pubblico risistemati.E i tempi? L'assessore dice che nelle prossime settimane si terranno gli incontri con la cittadinanza (a cura del Garante della partecipazione) mentre «per la prima metà di marzo» è prevista l'approvazione del piano.
Nuovo Prg della città
La bozza di piano strutturale è stata depositata dal progettista incaricato: al via la fase di verifica e controllo da parte dell'Ufficio di Piano che la giunta ha costituito nell'aprile scorso. In aprile e in giugno ci sono stati «importanti incontri con la cittadinanza alla presenza del gruppo di progettazione e di tutti i suoi consulenti», da settembre ai primi di novembre il confronto con la quarta commissione consiliare.
Aurigi si lancia in una previsione: «Si può oggi presumere, allo stato degli atti, che il 2016 sarà l'anno che potrebbe vedere la conclusione del procedimento legato alla approvazione del Piano Strutturale». Quest'anno è anche «l'anno della partecipazione attiva della cittadinanza alle scelte di Piano e la società Caire di Reggio Emilia, incaricata dalla precedente amministrazione di curare il processo partecipativo».
Prg del porto
La giunta M5S si è «trovata sul tavolo» l'ok definitivo alla variante per consentire alla Regione di approvare il Prg del Porto: l'aveva iniziato «la precedente amministrazione nel 2009 ma non concluso nonostante i cinque anni di mandato». La firma - dice Aurigi - «non poteva attendere oltre». Ma, aggiunge, è stata «accompagnata da un'altra non meno importante»: riguarda il protocollo integrativo con gli stessi enti (Regione, Provincia e Authority) perché siano rimodulati «entro i primi mesi del 2016» gli interventi oggi relativi alle 4 Utoe di "cerniera" tra porto e città (da allineare al Piano Strutturale): Stazione Marittima, Porto Mediceo, Porta a Mare e Bellana.
Variante Nuovo Centro
Obiettivo: adeguare il piano alle «esigenze di salvaguardia di alcune alberature esistenti e di favorire l'inserimento di alcune specie animali e vegetali nelle aree adiacenti il Rio Maggiore».
Variante Porta a Terra 2
Il Piano particolareggiato del '99 è rimasto non attuato al 30%. Già nel 2013 era stato adottato un piano bis. Nel 2015 è stata definita l'istruttoria delle osservazioni, il provvedimento - dice Aurigi - è all'ordine del giorno del consiglio comunale.
Varianti attività commerciali
Se le nuove regole a livello nazionale e regionale puntano sul fronte del commercio alla semplificazione amministrativa e all'eliminazione di vincoli e divieti, l'assessore annuncia che è stata «predisposta una variante normativa al Regolamento Urbanistico allo scopo di adeguare le norme tecniche di attuazione vigenti alla legislazione regionale in materia di commercio, eliminando i vincoli e i divieti in essa contenuti, senza peraltro modificare nella sostanza le scelte pianificatorie attuali». A che punto siamo? La variante è all'esame della giunta, poi passerà sotto i riflettori del consiglio.
Riqualificazione delle colline
L'assessore segnala che «nella vasta porzione di territorio rurale livornese situata nella zona centro-occidentale della città (comprese le aree «orti e nuovi orti urbani») c'è «una proliferazione indiscriminata di strutture per il ricovero degli attrezzi, realizzate in totale assenza di regole tipologiche e distributive». C'è bisogno di un piano che metta ordine, anche tenendo conto delle novità normative emerse dopo il varo del regolamento urbanistico nel '99. Il piano è «atteso da quasi 20 anni»: da un lato, c'è da poter contare su strutture per l'agricoltura amatoriale e, dall'altro, c'è da «tutelare il paesaggio» con «strutture amovibili che si inseriscano in modo armonico nel territorio». E aggiunge: «In questi giorni è stato inviato il documento preliminare all'Autorità competente in materia di Valutazione Ambientale Strategica, nonché agli enti competenti in materia ambientale».
Aree per orti urbani
Risponde a una attenzione analoga anche la ricerca di aree da destinare a futuri orti urbani («da destinarsi a anziani, giovani e/o nuclei familiari»): saranno «all'interno del perimetro urbanizzato». Aurigi parla di una ricognizione di «tutte le aree (per il momento su quelle di proprietà del comune) attualmente non utilizzate e libere» che possano essere utili a questo scopo. Ne sono state schedate 15, – spiega l’assessore – «tenendo conto anche della bella esperienza rappresentata dagli orti di Salviano».
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