Il Tirreno

Livorno

Raid alla giostra del Tato vandali sfondano le vetrate

di Francesca Suggi

Brutto risveglio di Capodanno per il titolare dell’attività lungo il viale Italia Gerardi: questa assurda bravata mi costerà centinaia di euro di danni

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LIVORNO. «Che brutto risveglio, sono andato ad aprire la giostra e ho trovato le vetrate sfondate: non credevo ai miei occhi». Per Claudio Gerardi, il titolare della mitica giostra del Tato, quella baracchina del divertimento baby è la sua seconda casa. Una volta arrivato, intorno alle 8.30 del mattino di capodanno capisce subito che la furia dei vandali si è scatenata sulla sua attività, lungo il viale Italia, davanti all’Acquario di Livorno. Un raid notturno in piena regola, nella notte a cavallo tra l’anno vecchio e quello nuovo.

«Mi hanno spaccato cinque vetrate antisfondamento con centinaia di euro di danni», continua l’imprenditore, in città dal 1982 e sul viale Italia dal ’96. Una volta sfondate le vetrate i vandali hanno trovato la saracinesca abbassata e non hanno tentato di entrare all’interno.

«Questi non erano ladri in cerca di soldi, è stata proprio una stupida bravata di persone che sicuramente avevano bevuto troppo la notte di San Silvestro», continua Gerardi rammaricato. «Ironia della sorta tutti gli anni prima della mezzanotte mi faccio sempre un giro alla Terrazza con mia moglie, e vado a vedere la giostra: ma quest’anno per San Silvestro lei non stava bene e siamo rimasti in casa», continua.

La mattina di capodanno Gerardi, apre, comunque la giostra per la gioia di tutti i bambini. E’ molto conosciuto dalle famiglie livornesi che hanno figli piccoli. Per tutti la giostra del Tato è quella della “codina birichina”, oppure della mitica “codina sì, sì, sì”, l’agognato premio a quei piccoli che riescono ad afferrarla durante il giro per guadagnarne uno nuovo.

«Per sfondare vetrate così resistenti hanno usato spranghe e mazze, me lo hanno detto anche dalla polizia quando sono venuti a fare i rilievi», prosegue lui che di primo mattino chiama le forze dell’ordine per avvertirle dell’accaduto.

E dalla polizia confermano. Chiamati dal titolare, ieri mattina sono intervenuti gli agenti per i rilievi del caso: «Abbiamo cercato anche nei dintorni della giostra per vedere se trovavamo gli oggetti utilizzati per sfondare gettati da qualche parte, ma non abbiamo rinvenuto niente», dicono dal quartier generale della questura di Livorno.

Il raid vandalico si porta dietro anche conseguenze economiche per il titolare dell’attività: i danni sono tanti.

«Si tratta di vetrate particolari, antisfondamento e costano 124 euro l'una», chiude.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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