Gioco
Ondata di furti a bordo delle barche
Dai motori ai razzi di segnalazione, i ladri portano via di tutto: abbiamo messo tre cancelli, ma quelli arrivano dal mare
LIVORNO. L’ultima visita è arrivata nella notte tra lunedì e martedì. A farne le spese, i proprietari di tre barchette. Ma è stato solo l’ennesimo episodio di una serie lunghissima che va ormai avanti da un paio d’anni e che ha colpito tutti i soci del circolo “Il Passatempo” che hanno le imbarcazioni ormeggiate sugli scali Novi Lena.
Sono una ventina, su 140 iscritti totali che fanno parte dell’associazione. E gli è capitato di tutto, da quando hanno abbandonato la banchina su via del Molo Mediceo (ridotta per l’assegnazione di un nuovo cantiere). Ma non ce n’è uno che, almeno una volta, non si sia ritrovato senza un salvagente (quando andava bene), senza la centralina elettrica (quando gli andava mediamente male) o senza la barca (quando a lui andava molto male e al ladro qualcosa di storto). Uno di loro aveva un motore da 6.800 euro. Aveva fatto un mutuo di cinque anni, per pagarlo. I ladri hanno provato a smontarlo dalla barchetta, ma non ci sono riusciti. I danni fatti, però, sono stati tali che l’imbarcazione si è inabissata insieme al motore. Un anno e mezzo fa a un altro socio, Carlo, hanno rubato la centralina del motore da 1.300 euro: «È stato chiaramente qualcuno che sapeva dove mettere le mani».
Ma non tutti i tentativi di furto hanno per oggetto un bottino così rilevante, un pezzo di ricambio pregiato da rivendere sottobanco. C’è pure chi si è ritrovato la barca devastata per molto meno, magari privata solo del serbatoio e di dieci litri di benzina, o dei razzi di segnalazione. E in questi casi la rabbia può essere, se possibile, ancora di più: perché si tratta di «furti fetenti», come li definiscono alcuni.
Furti che creano danni di centinaia, magari migliaia di euro, per un bottino quasi ridicolo. Un po’ come quelle spaccate al bar in cui il ladro distrugge una vetrina da tremila euro per rubarne cento in monetine.
Solo che stavolta, a farne le spese, non sono i gestori dei locali, ma gente che tiene le barchette per svago, per divertirsi nel fine settimana e nelle giornate di sole, magari per pescare qualcosa in mare aperto. E invece si trova, la mattina, con l’incubo di ricevere la chiamata dal presidente del circolo, con la notizia che la notte precedente i ladri sono arrivati e se ne sono andati lasciando centinaia, se non migliaia, di euro di danni.
Si sono incontrati, i soci del circolo “Il Passatore” che tengono le barchette ormeggiate sugli scali Novi Lena, nella sede in via del Molo Mediceo. Una riunione convocata dal presidente del circolo Fabio Galli, per parlare di che cosa sta succedendo e provare a pensare alle contromisure. Ma la realtà è che, ormai, questa appendice del popolo delle barchette non sa più che cosa fare: «Abbiamo già messo due cancelli sulla banchina, qui sul tavolo abbiamo la ricevuta del terzo che ci costerà 1.500 euro più Iva. Ma i ladri probabilmente arrivano dal mare, con i gommoni. Abbiamo le telecamere, ma hanno le antenne e funzionano male per via delle interferenze. Vengono qui a fare shopping, soprattutto da noi perché siamo al centro della movida». Ed è difficile fare qualcosa di più che lanciare un appello accorato alle forze dell’ordine: «Chi ha il compito di controllare, lo faccia. Non è possibile andare avanti così. Più che mettere tre cancelli che cosa dobbiamo fare?».
All’incontro era presente anche il presidente del circolo Borgo, Luca Graziani. I soci del Passatempo, per raggiungere la loro fetta di banchina, devono passare dalla passerella dove sono presenti le settanta barchette del suo circolo. «Noi siamo subito a lato, ma devo dire che quest’anno non abbiamo avuto problemi. Probabilmente è più difficile raggiungerci. In passato, invece, ce ne sono stati».
Ma i furti, i danni, gli atti di vandalismo sono un problema comune di molti possessori di barche della città. Difficile trovare una zona d’ormeggio in cui i ladri e i teppisti non siano passati almeno una volta. Lo ricorda anche Galli: «Dalla Venezia al Fosso Reale, e in generale un po’ ovunque, arrivano dappertutto. Forse sarebbe ora che ci muovessimo tutti insieme. Il consorzio nautico conta tremila barche, se ci rivolgessimo alla magistratura potrebbe cambiare qualcosa».
Forse. Nel frattempo i furti continuano. E Pasqualino si trova a dover cercare un nuovo rollbar da circa 800 euro per il suo gommone: quello vecchio gliel’hanno portato via i ladri tre notti fa.
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