Gioco
Caprilli senza luce, 50 cavalli restano senz'acqua
Sos di allenatori e operatori: il 1° gennaio l’attuale gestore va via e disdice tutto. L’assessora Martini: stiamo lavorando. Livorno Galoppo attacca: negligenza
LIVORNO. Dal primo gennaio le luci dell’ippodromo potrebbero spegnersi. Con dentro cinquanta cavalli che rischiano di restare senz’acqua. A lanciare l’incredibile allarme, in questa fase di braccio di ferro tra società che gestiscono o gestiranno l’ippodromo e il Comune, sono direttamente i proprietari e gli allenatori dei cavalli che da anni vivono nei box dell’impianto livornese.
«La Livorno Galoppo – fa sapere Fabrizio Ferramosca, tra i proprietari e allenatori più conosciuti – il 31 dicembre (ovvero domani, ndr) cesserà le sue attività e staccherà le utenze che ha in carico. Nessuno ci ha detto niente, nessuno ci ha inviato un avviso o una raccomandata: solo l’avvocato Tabone (il presidente della Livorno Galoppo) ci ha confermato in via privata la disdetta dei contratti. Così dal primo gennaio cinquanta cavalli resteranno senz’acqua. Avete idea di cosa vuol dire? Vogliono farli morire?». «Se anche ci scrivessero oggi dicendoci di andarcene – aggiunge – cinquanta cavalli da corsa (più tre addetti) non si spostano in due giorni, neanche in una settimana. Io ne ho 18, ma in tutto nell’impianto ce ne sono cinquanta. Cavalli che corrono, con ottimi risultati».
La situazione è (di nuovo) delicatissima. La Livorno Galoppo è di fatto costretta a lasciare la gestione del Caprilli dopo che i giudici hanno dato ragione alla società pisana Alfea nel braccio di ferro andato avanti per anni con il Comune. Dall’altra parte, però, gli accordi con Alfea non sono ancora nero su bianco e si rischiano buchi nella gestione e stop delle attività.
A quanto risulta, due giorni fa il sindaco Filippo Nogarin ha incontrato i rappresentanti di Alfea. Ieri l’assessore Francesca Martini, contattata dal Tirreno, ha preso tempo. «Oggi abbiamo ricevuto il direttore dell’ippodromo insieme al nostro dirigente – riferisce – stiamo cercando di regolare al meglio i rapporti con Alfea e con la Livorno Galoppo, per far sì che ci sia continuità nei servizi, nel presidio dell’impianto e nei rapporti di lavoro. Stiamo ancora lavorando».
Ma proprio l’avvocato Francesco Tabone, presidente della Livorno Galoppo, è un fiume in piena e non gira intorno alle parole: «Dal 31 dicembre ci fermiamo perché non abbiamo più titolo a continuare. Abbiamo comunicato la disdetta dei contratti delle forniture».
«Non siamo interessati – dice – a proroghe pasticciate, perché è ancora in altomare la chiusura della vertenza tra Comune e Alfea: non ci sono al momento elementi certi, per cui dal primo gennaio persone, cavalli e strutture saranno a rischio abbandono. Non ci sarà più corrente elettrica, non ci sarà acqua. E gestire una scuderia in quelle condizioni è impossibile».
È chiaro che nel braccio di ferro tra le due società e con il Comune ognuno porta il suo pezzo di verità. Sta di fatto che se non sarà trovata una soluzione nel giro di pochi giorni, il Caprilli piomberà di nuovo nel caos.
«Le forniture sono intestate a noi – riprende Tabone – il Comune potrebbe intestarsele, ma a quanto ci risulta non ha intenzione di farlo. Ho appena parlato con il dirigente comunale preposto, non c’è una soluzione a portata di mano: a oggi la situazione è di black out totale. È inaccettabile dal punto di vista umano, professionale e politico». I toni salgono: «Vorrà dire che il Comune avrà quel che si merita, perché arrivare al 31 dicembre senza porre rimedio, anche temporaneo, alle esigenze di continuità della struttura, che è di sua proprietà, è un atto gravissimo». «È una negligenza spaventosa – attacca l’avvocato – da settembre facciamo presente il problema, loro aspettavano la sentenza di secondo grado che sarà ad aprile. C’è gente che vive nell’impianto, non solo cavalli: non avranno più riscaldamento, luce, acqua».
Ieri nei corridoi del municipio si parlava, però, di una possibile proroga di un anno della gestione da parte della Livorno Galoppo. «Ci saranno state delle manifestazioni di possibilità – risponde Tabone – ma al momento, per quanto ne sappiamo, Alfea ha dichiarato che non è intenzionata a darci una proroga di un anno e che deve consultarsi con i propri legali. L’unica cosa certa, a oggi, è che dopodomani si staccano le luci».
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